The Omlet Blog Archives: February 2021

Allevamento di galline per principianti: galline adulte o pulcini?

Potete acquistare delle galline quando sono ancora dei pulcini oppure scegliere quelle già ‘pronte a deporre’ (anche note come pollastre). Questi sono animali già pronti che stanno per iniziare a deporre e che sono il modo più semplice per iniziare ad entrare nel fantastico mondo dell’allevamento delle galline.

Se scegliete di prendere dei pulcini o di incubare delle uova fecondate delle vostre galline, dovrete fare molta attenzione ai giovani nati per i primi cinque mesi. Sono bellissimi ma estremamente delicati e sono facile preda di gatti, ratti ed altre creature che non attaccherebbero una gallina adulta. Dovrete anche tenerli al caldo il che significa, investire in attrezzature particolari.

Foto di Andrea Lightfoot su Unsplash

Per cui se allevate galline solo per il piacere di mangiare le vostre uova, dovreste iniziare con galline adulte invece che con i pulcini.

Perché comprare galline già adulte?

Questo è un punto cruciale per molti di coloro che sono neofiti nell’allevamento delle galline. Cercate nella vostra zona e trovate chi li alleva vicino a voi. Il vantaggio di prendere animali già adulti sono maggiori rispetto alle altre opzioni e il solo motivo per incubare le uova è che volete crescere le vostre galline. Per molte persone è molto gratificante ma per chi vuole badare solo alle galline potrebbe richiedere un po’ troppo lavoro.

Perché prendere delle galline di allevamenti intensivi?

Un altro modo per dar vita al vostro pollaio è di inserire galline provenienti da allevamenti intensivi. Le galline degli allevamenti intensivi dopo un anno e mezzo vengono scartate anche se hanno ancora 18 mesi di deposizione uova davanti a loro. Per la maggior parte di loro è la fine del percorso. Ci sono però delle associazioni che trovano una nuova casa a queste galline.

Tutte loro hanno grande fascino e personalità. Appena recuperate hanno un aspetto un po’ dimesso e triste ma dopo qualche tempo e un po’ di attenzioni sbocceranno come il brutto anatroccolo!

Il vantaggio di queste galline che provengono da associazioni è che sono già state visitate e valutate idonee. Alcune zoppicheranno un po’ e saranno spiumate ma si riprenderanno in fretta e – dato che vengono cedute a 18 mesi di età, avrete ancora 2 anni di buone uova da gustare.

Cosa c’è da sapere prima di comprare dei pulcini?

Dovete assicu rarvi che siano delle galline e non galli. Non ci sono prove esterne evidenti del sesso dei pulcini e venduti senza supervisione ci sarà una probabilità del 50/50 tra maschi e femmine. I pulcini dovranno essere sessati per essere certi di avere delle galline. Se non sarà possibile, sarà meglio aspettare che gli animali siano cresciuti. 

I pulcini hanno bisogno di una sistemazione speciale per le prime settimane di vita e non possono essere tenuti semplicemente in pollaio. Potete acquistare delle incubatrici oppure improvvisarne una con una scatola di cartone o un bidone in plastica con dei fori a lato. La cosa essenziale è tenerli al caldo e proteggerli dalle correnti d’aria consentendo comunque una buona ventilazione.
Dopo aver trovato una buona collocazione per i pulcini, fate attenzione ai loro comportamenti. Se si ammassano direttamente sotto la lampada o intorno, significa che hanno freddo. Abbassatela oppure aggiungetene un’altra. Se invece, si allontanano dalla fonte di calore, significa che hanno caldo. In questo caso dovrete allontanare la lampada.

Che cosa devo sapere delle incubatrici?

Ci vogliono 39 cm quadrati per pulcino nell’incubatrice. Bisogna cambiare l’acqua ai pulcini almeno due volte al giorno perché hanno l’incredibile abilità di sporcare ogni abbeveratoio in poche ore! Bisogna anche cambiare la lettiera almeno una volta a settimana. Sarebbe una buona idea coprire la scatola con una rete perché i pulcini fuggono facilmente dal nido se i lati della scatola sono meno di 45 cm.

A due settimane di età i pulcini possono trascorrere del tempo fuori. Un’ampia gabbia o qualche tipo di recinzione portatile può essere piazzata all’esterno per alcune ore al giorno – ma solamente se ci sono almeno 18 C (65F) e non è troppo ventoso o umido. I piccoli avranno bisogno di cibo, acqua e ombra e non devono essere lasciati soli troppo a lungo. I predatori sono ovunque quando siete dei pulcini!

Una volta raggiunte le cinque settimane di vita, i pulcini possono essere trasferiti definitivamente nel recinto delle galline dove avranno bisogno di 0,19 m quadrati per animale.

E se volessi allevare uova dalle mie galline?

Un altro modo per tenere le galline è di rinnovare costantemente il gruppo facendo covare le vostre galline. Il modo più semplice è di lasciare corso alla natura. Tutto ciò che dovrete fare è di procurare un nido per la cova. La gallina sarà in grado di badare da sola alla cova (anche se non potrà covarne più di dodici alla volta o anche meno se è di taglia piccola), scaldarle e girarle quando necessario. Un’incubatrice è una alternativa.

Il gallo farà del suo meglio per fertilizzare le uova. Una volta che la gallina andrà in cova, resterà sulle uova per circa 21 giorni (il periodo d’incubazione), e poi con un po’ di fortuna, nasceranno i pulcini.

Allevare galline è un bellissimo hobby, ma è impegnativo e se volete solamente avere delle uova fresche e un gruppo di galline felici e in salute, prendete degli animali già adulti o contattate delle associazioni sul territorio per adottare delle galline di batteria in cerca di casa.

 

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Galline on February 28th, 2021 by juliakretzner


10 suggerimenti per avere dei conigli anziani felici e in salute

I conigli anziani hanno bisogno di qualche cura in più. Ma esattamente, quando un coniglio può dirsi ‘anziano’? Molto dipende dalla taglia. I conigli più grossi hanno una durata media della vita più bassa dei conigli di taglia piccola, il che significa che invecchiano più rapidamente delle taglie medie e piccole.

A che età è considerato vecchio un coniglio?

Come regola generale, i conigli di taglia piccola, che vivono in media 12 anni, diventano vecchi sugli 8. I conigli di taglia media vivono fino a 10 anni e si possono considerare vecchi a partire dai 6 anni. I conigli di taglia grande hanno un’aspettativa di vita più breve – tra i 4 e i 7 anni – e raggiungono la vecchiaia ai 4.

Le razze di conigli con aspettativa di vita più breve sono come i piccoli animali come gerbilli, criceti e ratti, nel senso che hanno pochi mesi di vita da trascorrere come anziani e poi il fine vita.

Come prendersi cura di un coniglio anziano?

Ecco come assicurarsi che gli ultimi anni possano essere il più felici e in salute possibile.

  1. Assicuratevi di dargli il cibo giusto. La cura dei conigli passa dal cibo e una dieta corretta sarà essenziale per tutto il corso della loro vita. Quando il coniglio inizia ad invecchiare, dovreste comperare dei pellettati e delle crocchette fatte apposta. Ci sono molte marche e contengono il giusto apporto di vitamine e minerali. I conigli anziani non dovrebbero ingrassare troppo – o, perdere peso – durante la transizione da una dieta all’altra per cui pesateli regolarmente. Oltre al pellet specifico, i conigli anziani devono avere a disposizione tanto fieno e cibo fresco.
  2. Non aggiungete integratori alla dieta. I conigli prendono tutto ciò di cui hanno bisogno dal fieno, cibo fresco e pellet. Dell’extra calcio ad esempio potrebbe causare problemi digestivi o calcoli al tratto urinario.
  3. Assicuratevi che il coniglio faccia sempre tanto movimento. Diventare vecchio non significa stare fermi tutto il tempo – i conigli di tutte le età hanno bisogno di muoversi per restare in salute e felici. In un recinto i conigli hanno lo spazio per saltare e zigzagare e un insieme di tunnel come Zippi della Omlet è a dir poco ideale. Questi allestimenti nel recinto permettono ai conigli di tenersi attivi mentalmente e fisicamente e sono parte di un invecchiamento sereno. Potete utilizzare dei tappetini con dietro della gomma da mettere sulle superfici scivolose per aiutarli ad avere una presa migliore.
  4. Lasciategli degli angolini tranquilli. I conigli anziani sono meno attivi dei giovani conigli e apprezzano di avere un angolino tranquillo dove riposare. Un angolo accogliente con tanto fieno renderà felice un coniglio stanco. Aggiungere degli ‘spazi sicuri’ nel recinto aiuterà. Se utilizzate una piattaforma Zippi, lo spazio che si crea ha una duplice funzione di offrire un angolo tranquillo e far fare esercizio al coniglio che può salire e scendere.
  5. La gabbia deve essere ben piena di soffice lettiera. I conigli anziani possono sviluppare dei punti deboli, delle lesioni o una problematica alle zampe chiamata pododermatite. E’ causata dalle superfici dure o dalla rete a terra nella recinzione. Bisogna sempre tenere le zampe controllate!
  6. Tagliate le unghie. I conigli anziani tendono a muoversi meno e come risultato le unghie crescono. Bisogna tagliarle regolarmente. Se non ne siete capaci, andate dal veterinario.
  7. Fornite un riparo dagli elementi. Oltre ad avere un angolino comodo nella gabbia, una protezione impermeabile che protegga i conigli dagli elementi, aumenterà il comfort. Una copertura Zippi per conigli è il modo perfetto per tener lontano il cattivo tempo.
  8. Eseguite regolari controlli di salute. I conigli più anziani sono soggetti ad avere problemi ai denti e altri problemi di salute. Se i conigli perdono l’appetito, perdono peso, salivano, producono meno escrementi o hanno dei gonfiori attorno alla bocca, potrebbero essere tutti indicatori di problemi dentali. Domandate al vostro veterinario una visita accurata. Anche l’artrite può essere una causa e se hanno rallentato il passo, potrebbero trarre dei benefici da degli antinfiammatori. I conigli anziani a volte si sporcano le zampe posteriori e questo può causare problemi alla pelle o infestazioni di parassiti. Anche in questo caso il veterinario vi potrà prescrivere dei medicinali adatti al problema.
  9. Ridurre gli intralci. Un bordo intorno alla lettiera o un tunnel che i conigli devono saltare per raggiungere l’altra parte della gabbia possono causare problemi nei conigli anziani che non riescono più a saltare. Provate a risistemare gli oggetti nel recinto e nella gabbia assicurando un facile accesso alla lettiera.
  10. Portate il coniglio a fare regolari check-up. Il modo migliore di affrontare i problemi è la prevenzione. Un veterinario sarà in grado di individuare un problema prima che questo diventi debilitante e saprà darvi i giusti consigli.

Diventare vecchi fa parte della vita. Un coniglio che è in salute riuscirà a gestire i cambiamenti a patto che voi stiate attenti ai minimi dettagli, che poi sono quelli che fanno la differenza.

 

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Conigli on February 22nd, 2021 by juliakretzner


Doga: è possibile fare yoga con il cane?

Fare delle lunghe passeggiate con il cane aiuta a rilassarsi e a condividere un momento d’intimità con il vostro pet per ricaricare le batterie. Però, se il tempo è nuvolo e non avete molta voglia di uscire a passeggio, vi proponiamo una nuova attività! Divertente e allegro, il Doga è una nuova disciplina molto alla moda che vi permetterà di trascorrere del tempo di qualità con il cane e a disconnettervi dal mondo.

Foto di cottonbro da Pexels

Coinvolgere il vostro animale nelle vostre attività di yoga, vi aiuterà a migliorare la tecnica ma può anche essere un eccellente allenamento e una maniera divertente per legare con il vostro pet.

Che cosa è il Doga? C’è bisogno di attrezzature particolari?

Probabilmente avrete già sentito parlare dello Yoga. Questa rilassante attività permette di centrarsi su sé stessi e sul proprio corpo. Praticato da soli o in palestra, questa attività è molto in voga e apporta molti benefici.

Unite la parola yoga con la parola inglese cane “dog” e otterrete al parola: Doga. Questa attività è nata negli Stati Uniti negli anni 2000 e si è diffusa rapidamente in tutte le grandi città, specialmente in Asia. Sfortunatamente il Doga è ancora molto poco conosciuto in Europa e non ci sono dei posti preposti dove praticare questa attività in gruppo.

Non è solo un qualcosa per fare attività con il cane. Doga è prima di tutto un movimento condiviso tra la vostra posizione e come potete adattarla per coinvolgere il cane e migliorare la relazione.

Non è necessaria un’attrezzatura specifica. Sarà sufficiente un materassino da yoga e un abbigliamento comodo che non intralci i movimenti. Doga si può praticare all’aperto e se il tempo è brutto anche in casa! Se lo volete fare all’interno, scegliete una stanza dove tenere le sessioni di Doga. Una volta presa confidenza, il cane assocerà rapidamente il materassino da yoga e la stanza e sarà lieto di passare un momento di relax solo con voi.

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

I benefici del Doga

Nel Doga si uniscono i benefici dello yoga: relax, concentrazione, meditazione, rifocalizzazione su sé stessi… nello stesso tempo questa attività fatta con il cane, porta nuovi vantaggi.

Doga aiuta a ridurre lo stress

Il vostro cane spesso riesce a percepire quando siete stressati e a volte il vostro umore contagia anche loro. Doga è un momento in cui riprendete fiato, vi rilassate e il vostro cane vi è accanto.

Non ci sono regole precise per il Doga e se vorrete rilassarvi entrambe, il cane dovrà essere libero di muoversi a suo piacimento. Se il cane vorrà partecipare alla sessione, meglio ma se invece preferirà stare da parte, non forzatelo. La sessione di yoga vi farà bene e il cane lo sentirà comunque.

Doga favorisce la comunicazione tra cane/padrone

Dovrete guidare il cane durante tutta la sezione. Seguite anche i suoi ritmi in modo che il cane si senta a suo agio e al sicuro. Lavorate sulla respirazione e fate esercizi semplici. La ripetizione è la chiave del successo. Deve imparere a riconoscere i movimenti. Incoraggiatelo e come detto prima non forzatelo mai.

Aggiungere questa nuova attività alla vostra agenda, sarà un’opportunità per godere della compagnia del vostro cane e rafforzare la complicità con lui o lei.

Grazie a tutti questi benefici, questa pratica potrebbe aiutare il cane a dormire meglio. Proprio come noi umani, i cani sognano. Spesso i sogni si riferiscono alle esperienze fatte durante il giorno. Condividendo un’attività calma e senza rumori esterni, i loro sonni saranno più calmi.

Doga è adatto a tutti i tipi di cani?

Doga è adatto a tutti i tipi di cani: giovani, anziani, di taglia grande, piccoli, irrequieti, calmi. Questa attività non è un modo per educare il cane ma un momento di condivisione. Non saranno necessarie ricompense perché il cane apprezzerà il tempo trascorso assieme.

Doga può essere particolarmente utile per i cani anziani o infortunati. Fare stretching, nella maniera corretta e i massaggi possono avere un impatto positivo sul corpo del cane.

L’obiettivo del Doga è di divertirsi e di passare del tempo di qualità insieme. Non ci sono regole e il Doga non dovrebbe essere un’attività da essere presa seriamente. Ecco perché questa pratica è aperta a tutti i tipi di cani: il cane non è forzato a fare nulla. Nel peggiore dei casi, terminerete la sessione da soli, rilassati e pronti a coccolare il vostro cucciolo.

Come praticare Doga?

Ci sono diversi libri che spiegano come fare yoga con il cane. Le posizioni sono ben spiegate e gli autori spiegano i benefici di questa pratica:

Potete trovare anche molti video su internet e YouTube che vi guideranno nella pratica con il vostro cane.

Guarda il Video su Youtube

E’ essenziale passare del tempo con il vostro cane in modo che possa esprimere appieno il suo potenziale. Fare solo una sessione di yoga non migliorerà la relazione che avete con lui. Se invece la farete diventare una vostra routine, rimarrete sorpresi dei benefici che ne trarrete.

Oltre a questa divertente attività, non dimenticate che il benessere del vostro cane dipende da una dieta ben bilanciata, passeggiate quotidiane e speciali attenzioni ai loro bisogni.

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Cani on February 19th, 2021 by juliakretzner


10 cose da avere sempre a portata di mano quando si hanno delle galline!

Sia che siate un principiante o un esperto allevatore di galline, abbiamo scritto una lista di 10 prodotti essenziali che dovreste tenere sotto mano se decidete di tenere delle galline in giardino.

Immagine di Xuân Tuấn Anh Đặng da Pixabay

Alcuni accessori ed attrezzature sono essenziali per mantenere le galline in salute.

I prodotti da tenere sulla mensola

  1. Terra diatomacea: un must! La terra diatomacea è un prodotto naturale e completamente organico che può essere cosparso nel pollaio per evitare la proliferazione degli acari rossi. Potete anche trattare le galline mischiandola con il cibo oppure spolverarla su di loro incorporandola nel bagno di sabbia.
  2. Un disinfettante per pollai. Il mobiletto, le attrezzature e gli accessori delle galline devono essere puliti regolarmente per mantenere la loro casa igienica e pulita. Utilizzate un disinfettante sicuro per gli animali come Battles.
  3. L’aceto di sidro ha diversi vantaggi. Un po’ di aceto di sidro nell’acqua delle galline aiuterà a migliorare il sistema respiratorio, rafforzare il sistema immunitario e a mantenere il sistema digestivo in buona salute. Attenzione: non utilizzate l’aceto di sidro in abbeveratoi di metallo perché scompone il metallo e può creare una reazione chimica tossica. Volete pulire le uova ma secondo voi l’acqua non è sufficiente? Immergete le uova per 10 secondi nell’aceto di sidro. Saranno impeccabili! Potete anche aggiungere l’aceto di sidro nell’acqua prima di lavare le galline. E infine potete lavare gli abbeveratoi e le attrezzature con l’aceto di mela per rimuovere tracce di calcare. L’aceto è uno sbiancante e un ottimo disinfettante.
  4. Graniglia: Tenere della graniglia nell’armadietto è importante. Le galline non hanno i denti per cui la graniglia aiuta le galline a digerire le granaglie e gli altri cibi che ingeriscono. L’ingestione di graniglia è fisiologicamente essenziale per la buona salute degli animali.
  5. Integratori alimentari: Le galline mangiano parecchio e becchettano in giro in cerca di piccoli insetti ma lo sapevate che potete acquistare insetti essiccati, ricchi di vitamine e nutrienti per integrare la dieta delle galline? Una gallina in media mangia 120 g di cibo al giorno. Gli integratori alimentari sono ottimi per mantenere le galline in salute e per avere una buona produzione di uova oltre che ad assicurare la dose giornaliera di vitamine. Ad esempio le galline hanno bisogno di calcio e fosforo per produrre delle uova di qualità che si possono trovare nel Equimins Egg Shell Improver. Questo prodotto è l’ideale per le galline recuperate dagli allevamenti intensivi. Polvere di aglio è riconosciuta per le sue molte virtù. Aggiunta all’alimentazione quotidiana delle galline, migliorerà il loro sistema immunitario, agirà da sverminante ed eliminerà i pidocchi rossi e gli acari. Non lo sapevate che le piante aromatiche sono eccellenti per il sistema immunitario e che proteggono le galline dalle infezioni e dai parassiti intestinali? Un mix di piante aromatiche che sosterranno la loro salute e la loro felicità!
  6. Vaselina/Petrolato: Se le galline amano fare una passeggiata in inverno, sarebbe consigliabile cospargere la cresta con petrolato/vaselina per evitare congelamenti.
  7. Spray per rogna: Per evitare un’infestazione di parassiti e in particolare la rogna alle zampe non esitate a comprare questo spray. Questa forma di rogna è causata da un acaro che può anche uccidere le galline. Appena compaiono i primi sintomi, ingrossamento e zampe giallognole, deformazione o ingrossamento delle zampe, trattate l’area immediatamente.
  8. Spray alla genziana: E’ necessario tenere un piccolo kit di primo soccorso a portata di mano in caso di piccole ferite. Uno spray antisettico è molto efficace contro le piccole abrasioni o ferite dovute alle beccate.
  9. Scatole per uova: Avere delle galline è bellissimo ma avere anche le uova è ancora meglio! Tenetele bene in ordine mettendole in una scatola apposta, proprio come al supermarket, oppure in un elegante portauova Skelters dove protrete esporle con orgoglio in cucina e ordinarle per data.
  10. Ferma-becco: Il beccare nelle galline è abbastanza frequente. Possono pizzicare con il becco la testa delle altre galline, strappare le penne finché non sanguinano. E’ un comportamento abbastanza frequente a volte messo in atto per il controllo della gerarchia o per altri motivi: calore, cibo… In caso la situazione vi sfugga di mano, potete contare su un’incredibile soluzione: i ferma-becco. Messi sul becco dell’uccello, il gancetto evita che la gallina becchi e ferisca le altre. Il gancetto non si chiude completamente, consentendo alle galline di mangiare e bere senza problemi.

Se avete paura di terminare un prodotto o non siete certi su cosa acquistare, abbiamo preparato dei pacchi apposta con tutti i prodotti essenziali per una buona salute delle galline:

L’imperdibile pacco salute per galline – Omlet

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Galline on February 17th, 2021 by juliakretzner


I porcellini d’india hanno bisogno di vitamine?

I porcellini d’india sono dei piccoli animali che stanno prendendo sempre più posto nelle case. Affettuosi, faranno felici i vostri bambini. Però, per farli stare al meglio è necessario prendersi cura di loro e andare incontro a tutte le loro esigenze specifiche. La salute dei vostri pet dipende dalle vitamine e da una specifica dieta.

porcellini d’india che mangiano
Seguite i nostri consigli per essere sicuri che assumano sempre una dose quotidiana di vitamine per stare in salute.

Perché la vitamina C?

Proprio come noi umani, i porcellini d’india non sintetizzano la vitamina C (chiamata anche acido ascorbico). A causa di una vecchia mutazione genetica, i nostri piccoli amici non prendono più la vitamina C dal glucosio e l’assunzione di quest’ultima nella loro dieta è una necessità.

Guinea pig is eating salad

La vitamina C è una molecola che rallenta l’invecchiamento delle cellule, aiuta a prevenire il rischio d’infezioni e accelera il processo di guarigione; l’assunzione di questa vitamina va presa seriamente perché la sua mancanza può causare gravi problemi di salute.

I segni di mancanza di vitamina C sono diversi, ecco quali dovrebbero mettervi in allerta:

  1. Se il porcellino sta perdendo peso, non vuole mangiare o mangia con modalità diverse
  2. Nei giovani porcellini d’india un ritardo nella crescita è facilmente visibile
  3. Il sistema immunitario del porcellino si indebolisce e può essere causa di molte infezioni. Ci sono problemi anche a carico delle articolazioni e difficoltà di movimento. E’ importante individuare qualunque lesione e indolenzimento. Se il porcellino squittisce quando lo prendete in braccio, non è un buon segno.

Vitamina C anche per i cuccioli?

La risposta è sì. Si raccomanda di iniziare a dare la vitamina C fin dalla tenera età in modo che non abbiano carenze.

Oltre alla vitamina C, che sarà il tema centrale del blog, i porcellini d’india devono anche assumere la vitamina E. Molto meno menzionata della precedente, la vitamina E è altrettanto necessaria per il mantenimento della buona salute. Se il porcellino è carente in vitamina E, potrebbe soffrire di problemi muscolari e può anche essere causa di un’alta mortalità nelle femmine. Queste vitamine intervengono nella produzione delle cellule e quindi hanno un ruolo essenziale.

un piccolo suggerimento sulla vitamina E: fra i 3 e i 5g di vitamina E dovrebbero essere contenuti in 100g di cibo.

Cibi ricchi di vitamina E: finocchi, broccoli, pomodori, spinaci, peperoni e cereali.

Quali cibi contengono la vitamina C?

Molta frutta e verdura contiene vitamina C. Sono cibi che si trovano facilmente al supermercato. E’ anche meglio se provengono dal vostro piccolo orto in giardino! Lavate sempre la frutta e la verdura prima di darli da mangiare ai porcellini. E’ importante darglieli come se fossero dei premi, li apprezzeranno anche di più. Variate la loro dieta dando loro verdure diverse a seconda della stagione.

Dati principali: l’assunzione quotidiana di vitamina C dovrebbe essere di 20 mg / kg per peso corporeo per un porcellino adulto. Questa dose può aumentare a 60 mg / kg di peso corporeo per un porcellino d’india in crescita, una femmina incinta o malata. Se desiderate un consiglio personalizzato per i vostri animali, contattate il vostro veterinario.

Immagine di Viola ‘ da Pixabay

Cibi ricchi di vitamina C adatti per porcellini d’india per 150 g di porzione (attenzione, non si tratta di dare 150g della stessa verdura ma di variare gli alimenti):

  • Rafano:contiene 141 mg.
  • Prezzemolo: contiene 140 mg.
  • Cavolo: contiene 120mg. Fate attenzione, questo cibo va assunto con moderazione perché può causare gonfiori, così come altri tipi di cavoli (cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo bianco, cavolo rosso, cavolo verde, ecc.)
  • Finocchio: contiene 120 mg.
  • Peperone rosso: contiene 126 mg. I peperoni rossi contengono maggior vitamina C rispetto a quelli verdi.
  • Broccoli: contengono 93 mg.
  • Tarassaco: contiene 58 mg.
  • Cicoria: contiene 24 mg.
  • Ravanelli: contengono 23 mg.
  • Pomodori: contengono 19 mg. Oltre ad essere fonte di vitamina C, sono anche ricchi d’acqua.
  • Zucchine: contengono 10 mg.
  • Sedano: contiene 7 mg.
  • Cetrioli: contengono 5 mg.

Questa lista non è esaustiva ma dà un’idea dei cibi

ricchi di vitamina C che potreste già avere in casa! Vi consigliamo di tenere sempre una dieta varia e di chiedere informazioni al veterinario

Piccolo promemoria: non date da mangiare ai porcellini d’india rabarbaro, cipolla, porri, erba cipollina, aglio, avocado e lattuga (ricca di nitrati) ed evitate le carote che sono troppo dolci.

Spesso ce ne dimentichiamo ma anche l’erba è cibo per i porcellini ed è un cibo completo. Potete anche integrare la dieta con foglie di fragola, lamponi (attenti alle spine), more del gelso, salice…

Anche la frutta può essere integrata nella dieta ma con moderazione perché ha alte concentrazioni di zuccheri.

A volte, nonostante una dieta varia e bilanciata, verdure e altre piante non sono sufficienti. A volte viene consigliato di dar loro degli integratori di vitamina C.

Come somministrare le vitamine? Con quale modalità?

La vitamina C è disponibile in tante varianti e dovreste riuscire a trovare un modo che vada bene per i vostri porcellini. Come noi umani, alcuni preferiranno delle capsule mentre altri una forma liquida.

Immagine di ivabalk da Pixabay

Forma liquida: Chiedete consiglio al veterinario sulla marca da scegliere. La vitamina è data con una siringa. Questo sistema è complesso perché dovrete far ingerire ai porcellini la dose desiderata di vitamina posizionando la siringa in bocca ai porcellini. Evitate di spruzzarglielo direttamente in gola, potrebbe strozzarsi. Non diluite la vitamina C con l’acqua perché è sensibile alla luce e all’aria e potrebbe scomporsi molto rapidamente. Proteggete la bottiglietta dalla luce e richiudete in fretta dopo l’utilizzo.

Capsule / compresse: Sono un metodo molto efficace per far assumere la dose quotidiana consigliata di vitamina C ai porcellini. Ci sono alcune marche sul mercato che vi consentono di somministrare la dose ottimale. Se l’animale ha difficoltà a deglutire la pastiglia, potreste nasconderla in un pezzetto di banana ad esempio.

Polvere: La vitamina C sotto questa forma deve essere somministrata con cautela. Una volta aperto, il sacchetto della polvere deve essere consumato rapidamente. La polvere a contatto con l’aria potrebbe perdere efficacia. La polvere ha però un vantaggio, potete metterla su un pezzetto di cetriolo e i porcellini mangeranno tutto senza fare storie.

Le vitamine C ed E devono essere somministrate per tutta la vita ai porcellini d’india. Fate comunque attenzione a non eccedere con i dosaggi. Troppa vitamina C può essere pericolosa e causare calcoli urinari. Verificate insieme al vostro veterinario la dose esatta di vitamina C per aiutare i vostri porcellini a stare in forma e in salute.

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Porcellini d'India on February 12th, 2021 by emmaibadioune


Quale frutta e verdura per il mio coniglio?

Piuttosto che gettare il cibo in terra, il modo migliore per dar da mangiare ai conigli è di mettere frutta e verdura in un dispenser. Questo sistema consentirà anche al coniglio di giocare mentre mangia. E’ un modo salutare per nutrire gli animali perché si evita il contatto con il terreno sporco ed evita che le foglie marciscano quando vengono in contatto con il suolo bagnato. Riduce anche gli sprechi di cibo e tiene lontano i parassiti.

Conigli che mangiano

Un dispenser che si aggancia perfettamente al recinto dei conigli come il dispenser Caddi per conigli della Omlet è l’ideale perché utile anche per tenere il fieno. Mangiare da un dispenser mette in movimento anche il cervello dei conigli perché devono capire il meccanismo e poi interagire invece che semplicemente raccogliere il cibo da terra.

Cosa dar da mangiare ai conigli?

La lista di frutta e verdura che i conigli possono mangiare è lunga e include molti degli alimenti standard che si trovano nei supermercati o dai fruttivendoli. Tutta la frutta e verdura va lavata bene prima di darla da mangiare ai conigli e se riuscite a procurare loro degli alimenti bio è anche meglio. La frutta deve essere considerata come un premietto mentre il grosso dell’alimentazione è a base di verdure.

Il problema della frutta è che contiene molti zuccheri e gli zuccheri non sono facilmente reperibili nella dieta dei conigli selvatici ad eccezione di alcune bacche e di frutta caduta dagli alberi a fine estate. Il vostro coniglio sarà anche domestico ma dal punto di vista nutrizionale ha le stesse esigenze di un coniglio selvatico per stare in salute.

Mele, more, uva, pere, susine, lamponi e fragole sono innocue per i conigli ma vanno date solo in piccole quantità – solo un ottavo di mela o pera per coniglio ad esempio. Inoltre non dovrebbero essere date più di due volte a settimana.

Quali verdure vanno bene?

Foto di Iñigo De la Maza su Unsplash

La lista di verdure idonee include:

  • Asparagi
  • Basilico
  • Broccoli
  • Cavolini di Bruxelles
  • Cavolo Rosso, Verza e Cavolo cappuccio
  • Carote e il loro verde (solo saltuariamente come premio)
  • Foglie di cavolfiore e steli
  • Sedano
  • Cicoria
  • Zucchine
  • Cetriolo
  • Lattuga (solo la varietà romana perché gli altri tipi contengono troppa acqua e possono causare diarrea)
  • Prezzemolo (solo una volta a settimana)
  • Pastinaca
  • Ravanelli
  • Rucola
  • Spinaci (solo una volta a settimana)
  • Peperoni (verdi e gialli sono i migliori mentre quelli rossi hanno troppi zuccheri e non date mai peperoncini!)
  • Rape
  • Pomodori (solo come premietti dato che contengono molti zuccheri)
  • Crescione (solo una volta a settimana)

Verdure che sono velenose per i conigli

Il troppo acido ossalico che si trova naturalmente nelle foglie delle verdure può avvelenare i conigli e causare dei danni ai reni. In ogni caso la quantità in alcuni dei cibi dei conigli, incluso il prezzemolo, il crescione e gli spinaci non è abbastanza elevato da causare danni finché ci si limita a dargliene una volta a settimana.

Gli amidi e gli zuccheri sono le principali sostanze da evitare. Causano problemi digestivi modificando il pH del sistema digestivo dei conigli e in casi estremi possono portare a patologie gastrointestinali. I cibi che causano problemi se mangiati in eccesso sono i cereali (ad esempio grano, orzo e avena), legumi (fagioli e piselli) e tutta la frutta (che ha molti zuccheri).

Bisognerebbe evitare di dare anche queste:

  • Melanzane
  • Avocado
  • Erba cipollina
  • Aglio
  • Cipolle
  • Patate
  • Rabarbaro (frutto e foglie)
  • Foglie di pomodoro

Niente carote?!

I conigli sono talmente tanto associati nell’immaginario comune alle carote che è difficile accettare che non vadano bene per loro. Da Peter Rabbit a Bugs Bunny, i conigli di fantasia amano le carote e anche i conigli reali le adorano. Però le carote contengono molti zuccheri e calorie e sono scarse di fibre che invece si trovano in molti cibi freschi adatti ai conigli. Una dieta a base di carote può causare costipazione e i livelli degli zuccheri si innalzano pericolosamente.

Carote

Foto di Oriol Portell su Unsplash

Le carote vanno trattate come la frutta – va bene se usata come bocconcino occasionale, da dare solo con moderazione.

Erbe di campo sicure per i conigli

I conigli selvatici mangiano una gran quantità di erbe e piante così come il legno e la corteccia. Ma se voi non siete certi di riconoscere le piante selvatiche è meglio restare alle specie più comuni per evitare problemi di digestione o gravi problemi:

  • Convolvolo
  • More, lamponi e foglie di fragole (adatte per un cattivo sistema digestivo)
  • Centocchio
  • Trifoglio
  • Pastinaca
  • Dente di leone (ma non troppo perché è lassativo)
  • Geranio (varietà selvatiche)
  • Verga d’oro
  • Erba oca
  • Erba (gambi succosi da non tagliare con la tagliaerba: i residui dei tagli possono contenere piante tossiche)
  • Sambuchella (NON l’albero di sambuco o il cespuglio)
  • Nocciolo
  • Centaurea
  • Piantaggine
  • Foglie, petali e steli delle rose
  • Borsa del pastore
  • Cardo
  • Achillea
  • Foglie di salice e legno tagliato fresco a forma di ramoscello

Trova il coniglio

E’ molto importante essere certi che le erbe spontanee non siano state trattate con pesticidi, diserbanti o fertilizzanti. Sono sostanze tossiche e alcune possono essere fatali per i conigli e altri animali.

Di che vitamine e minerali hanno bisogno i conigli?

I conigli necessitano di un salutare mix di vitamine e minerali che vengono generalmente forniti da un buon

cibo pellettato e una buona qualità di fieno. I conigli hanno bisogno di tanta vitamina A che però di solito prendono dal fieno. Il fieno assicura anche le giuste dosi di vitamina D e calcio.

A differenza di molti altri animali, i conigli producono da soli la vitamina C, per cui non è da annoverare tra i problemi nutrizionali.

I conigli mangiano una gran quantità di cibi – e questa è un’ottima cosa perché così è facile variare la loro dieta. Potrete dare a ‘rotazione’ le verdure e poi tenere degli alimenti come le carote e le mele come bocconcini quando lo addestrate. Fintanto che la loro dieta si basa su un buon cibo pellettato e tanto fieno – e se eviterete i cibi tossici che vi abbiamo indicato sopra – avrete conigli felici e in salute.

 

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Conigli on February 9th, 2021 by emmaibadioune


Quali sono le norme legali per poter tenere delle galline?

Uova fresche tutti i giorni – questo è solo uno dei vantaggi di avere delle galline in giardino. Ma non è così semplice. Per i privati cittadini ci sono delle normative che vanno tenute in considerazione – e queste possono variare di paese in paese.

Per essere sempre aggiornati sulle normative ed evitare informazioni obsolete, contattate un vostro veterinario di fiducia specializzato in avicoli che vi saprà dare le giuste indicazioni.

E’ necessario registrare le galline?

In Italia, questa normativa si traduce nel recarsi presso il servizio veterinario dell’Azienda USL competente per il territorio e compilare il modulo di “Richiesta di registrazione per le aziende di allevamento presso i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali” (Art. 14 comma 1 D.Lgs 158/2006). Nel modulo vanno semplicemente inseriti i dati anagrafici del titolare (anche semplice privato cittadino in qualità di persona fisica e non necessariamente legale rappresentante di un’attività economica), l’indirizzo di ubicazione del pollaio domestico e il numero di animali che si intendono allevare per ogni specie. Nel modulo di richiesta dovrà inoltre essere indicata la finalità per la quale vogliamo realizzare un pollaio domestico, e qui dovremo dunque specificare “per autoconsumo”. Alla consegna del modulo compilato, al nostro piccolo pollaio domestico verrà attribuito un codice aziendale. Nel caso di variazioni (specie in caso di incremento del numero di esemplari) è previsto che questa registrazione venga aggiornata, ai fini della comunicazione del nuovo numero (o anche nel caso dell’introduzione di nuove specie).Tale modulo deve essere obbligatoriamente compilato anche per una sola gallina ovaiola, – e fino ad un massimo di 250. A differenza della normativa nazionale, che, come abbiamo appena visto nel paragrafo precedente, disciplina il monitoraggio dello stato di salute della popolazione animale,la normativa relativa alla salute umana è disciplinata a livello locale dai Comuni (nello specifico dal Sindaco, in quanto primo responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio).

Le soglie di regolamentazione di ogni Comune possono essere diverse e diversamente restrittive, fino addirittura a vietare la realizzazione di pollai domestici sul proprio territorio. È quindi sempre necessario verificare quale sia il regolamento comunale del proprio territorio di appartenenza, prendendo contatto con gli Uffici Comunali preposti. Nel caso di diffusione di aviaria (o altro) sarà importante essere registrati e poter così essere sottoposti all’eventuale controllo veterinario.

Quante gallineservono per creare il gruppo perfetto?

Per risponderea questa domanda, in primis bisogna tener conto di quanto spazio avete a disposizione e di quante uova volete.

Una gallina di solito deposita circa 2 uova ogni tre giorni in mediaper cui se tenete da tre a sei galline potrete essere certi di avere una fornitura stabile di uova per tutta la famiglia. Ma se amate particolarmente le uova oppure volete regalarne occasionalmente, dovreste considerare di ingrandire il gruppo di galline.

In generale, sarebbe bene iniziare con tre galline – in caso di morte improvvisa di una, non rimarrete solo con un esemplare. Se vorrete avere dei pulcini, un gallo ha bisogno di quattro/sei galline.

Per parlare dei requisiti spaziali, questi dipendono dalle dimensioni e dalla razza delle galline e da quanto le lascerete scorrazzare libere durante il giorno. Anche se è raccomandato di avere un massimo di 6 galline per metro quadro, tenete in conto che più spazio avete, meglio è!

In ogni caso è importante avere una recinzione esterna come il recinto Walk In, per tenere le galline al sicuro dai predatori. Un’altra ottima difesa nei confronti dei “visitatori notturni” indesiderati è la porta del pollaio.Se rientrate tardi la sera e avete bisogno di un’alternativa per chiuderle in sicurezza, una porta automatica per pollai è raccomandata. Grazie al pannello di controllo potrete regolarla in modo che si apra e si chiuda ad un’ora determinata o al calare e al sorgere del sole.

La porta automatica Omlet si apre orizzontalmente e questo significa che non può essere sollevata dai predatori quando è chiusa, e le vostre galline potranno dormire sonni tranquilli con la porta automatica più sicura al mondo.

In caso di predatori da terra, potete proteggere le galline anche con un recinto elettrico.

Le galline devono essere vaccinate?

I paesi hanno varie normative a riguardo delle vaccinazioni. Diciamo comunque che le tre principali malattie per cui conviene considerare il vaccino sono: Influenza degli uccelli (o Influenza aviaria), Newcastle o Pseudopeste aviaria e Marek.

L’influenza degli uccelli colpisce gli avicoli e altri uccelli selvatici. Nel peggiore dei casi, se un animale rimane infettato, bisognerà abbattere tutti i capi del gruppo. Questo virus di solito non infetta gli umani. Per ulteriori informazioni, andate al nostro blog Tutto quello che c’è da sapere sull’influenza aviaria.

La malattia di Newcastle non ha alcuna cura ad oggi – ma se si somministra il vaccino tra i 14 e i 21 giorni di età, si può prevenire. La Newcastle inoltre è trasmissibile agli esseri umani.

La malattia di Marek è causata da un herpes virus e attacca il sistema nervoso centrale delle galline. Come molti altri herpes virus, una volta che l’animale è infetto, sarà infettato a vita. Però non tutti gli animali infetti stanno male. La malattia non è contagiosa per l’uomo.

Per la salute e sicurezza delle vostre galline e per evitare il rischio di contagi, è decisamente consigliato vaccinarle. Specialmente se avete intenzione di venderle.

E ricordate: isolate sempre le nuove arrivate dal resto del gruppo per almeno 30 giorni!

Ho bisogno di un permesso per tenere le galline?

L’ Eglu Cube accoglie fino a 6 galline di taglia grande

A seconda di dove vivete alcune città o cittadine hanno delle restrizioni sul tenere le galline,ad esempio sul numero massimo di capi e anche sulla distanza da tenere dalla proprietà dei vicini. In alcune zone è proibito tenere galli a causa del rumore; altri invece richiedono una fascetta identificativa alla zampa.

Inoltre ricordate che c’è la normativa (comunale) finalizzata all’igiene e sanità pubblica: punto di vista della salute umana (dei detentori stessi e di tutti i cittadini residenti nel Comune) e la normativa (comunale) in materia di edilizia: solo nel caso in cui siano realizzate opere in muratura o strutture (anche in legno) con dimensioni e copertura tali da costituire cubatura.Per cui verificate sempre bene prima di prendere delle galline.

Inoltre, se volete allevare galline, dovrete tenere in considerazione i vicini. Anche se molti di loro si faranno convincere con la promessa di uova fresche, sarà sempre una buona idea verificare prima. Inoltre assicuratevi di aver sistemato il giardino in modo che le galline non facciano invasione di campo e vadano nell’orto dei vicini!

Altre considerazioni?

Alcune normative richiedono di soddisfare determinati requisiti minimi. In Spagna ad esempio è previsto che si debba mantenere un livelloacustico più basso possibile,i pollai devono essere ben illuminati e ci devono essere controlli veterinari regolari.

Foto di furbymama su pixabay

L’Australia è un esempio interessante che mostra quanto possano variare le regolamentazioni. A Victoria, i residenti con un giardino possono tenere un massimo di cinque galline mentre nelNew South Wales non più di 10 galline nelle aree residenziali. Nell’Ovest dell’Australia, i residenti possono tenere fino a 12 avicoli. Inoltre, come regola generale nel Queensland, New South Wales e nell’ovest dell’Australia è proibito tenere galli.

Anche la lunghezza del trespolo dove le galline si appollaiano per dormire, deve essere sollevato da terra circa 30 cm.

Anche se ci sono diverse leggi e regolamentazioni per l’allevamento delle galline, c’è una regola ineludibile che si applica ovunque: le galline devono avere una lettiera pulita, cibo e acqua fresca sempre a disposizione!

Assicuratevi sempre di essere aggiornati sulle normative che possono essere modificate. Informatevi anche sulle normative sui pollai – ogni paese ha una legge sul benessere animale e delle regolamentazioni che non possono essere ignorate.

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Galline on February 8th, 2021 by emmaibadioune


Quali sono le nuove regolamentazioni per l’influenza aviaria e quali sono gli uccelli che contagiano?

L’influenza degli uccelli, nota anche come influenza aviaria è nuovamente tornata alla cronaca e sono state imposte nuove restrizioni agli allevatori di galline. A questo punto è naturale chiedersi quali uccelli selvatici rappresentano il rischio maggiore.

Gli uccelli selvatici non sono l’origine primaria della diffusione della malattia ma possono fungere da serbatoi per il virus. La causa principale della diffusione nel mondo dell’influenza degli uccelli, sono le attività commerciali collegate all’avicoltura. Se avete solo poche galline, la maggior parte dei rischi si possono contenere facendo attenzione all’igiene e a proteggere la casa.

Influenza aviaria (influenza degli uccelli)

Come il nome suggerisce, il virus dell’influenza aviaria è una specie di influenza biologicamente adattata agli uccelli ospiti. L’influenza aviaria non è un virus specifico delle galline, avicoli e in teoria qualunque uccello, selvatico o domestico può essere infettato.

Influenza degli uccelli – buone e cattive notizie

In teoria qualunque specie di uccello selvatico può contrarre l’influenza. Si ritiene che gli uccelli acquatici come le oche, cigni e anatre siano i principali portatori della malattia a volte senza mostrare sintomi evidenti. Le galline che entrano in contatto con l’influenza aviaria saranno molto probabilmente contagiate.

Ma partiamo dalle buone notizie. Il rischio per la salute umana da parte di uccelli selvatici, inclusa l’influenza aviaria è molto basso. Nel 99.9% dei casi, gli esseri umani infettati dalla variante più virulenta H5N1 di influenza degli uccelli l’hanno contratta in allevamenti intensivi. La malattia non si trasmette con facilità da uomo a uomo e non ci sono stati casi di aviaria in esseri umani in Italia mentre sono stati riscontrati dei casi in allevamenti intensivi.

Allo stesso modo, le galline che vengono tenute in un recinto e soggette a classiche norme igieniche difficilmente contrarranno la malattia a meno che non viviate accanto ad una zona in cui si sono riscontrati dei casi.

E ora le cattive notizie… Se anche un solo animale è portatore di influenza aviaria, tutti dovranno essere soppressi.

 

Aviaria negli uccelli selvatici

La possibilità per un essere umano di contrarre l’influenza aviaria direttamente dagli uccelli in giardino è praticamente nulla. Ad ogni buon conto bisogna sempre mantenere delle precauzioni di base, soprattutto se avete delle galline. Tenete sempre le mangiatoie pulite per evitare accumuli di deiezioni. Lo sporco potrebbe intaccare la salute degli uccelli selvatici e abbassare le difese del sistema immunitario. Lavatevi sempre le mani dopo aver riempito o pulito le mangiatoie o dopo alcune situazioni che potrebbero avervi messo in contatto con le feci degli uccelli (dar da mangiare alle anatre al parco per esempio).

Gli uccelli selvatici malati o morti, non devono essere toccati. Se trovate un uccello morto non dovete fare alcuna segnalazione.

Come faccio a sapere se le galline hanno preso l’aviaria?

Le galline affette da aviaria, mostreranno vari sintomi. Potrebbero essere meno attive del solito, potrebbero aver perso l’appetito o mostrare segni di nervosismo. La produzione di uova diminuirà drasticamente e le creste potrebbero sembrare molli e decolorate. Altri sintomi dell’aviaria sono tosse, raffreddore e diarrea. Sfortunatamente molti di questi sintomi sono comuni ad altre malattie per cui rivolgetevi ad un veterinario per una diagnosi.

Ci possono volere 14 giorni perché l’influenza aviaria si manifesti e contagi tutto il gruppo di animali. Alcuni animali infetti potrebbero non mostrare sintomi anche se sono potenziali veicoli del virus. Altri invece possono ammalarsi e morire in breve tempo.

Come curare l’aviaria nelle galline

Sul sito del Ministero della Salute potete trovare altre informazioni. .

Vaccinare le galline che sono a rischio influenza aviaria è l’unico metodo di prevenzione. Se l’influenza infetta le galline, l’unica soluzione è l’abbattimento di tutti i capi.

Se volete aggiornamenti Normativa nazionale:

“Tutti i proprietari di uccelli (sia che abbiate degli uccellini, che alleviate galline per commercio o solo poche bestie in giardino) devono tenere d’occhio gli animali e al minimo sintomo contattare immediatamente il veterinario.”

Fondamentalmente ci sono due regole

  • Dar da mangiare agli uccellini selvatici in giardino è consentito
  • Delle semplici precauzioni e un buon grado di igiene minimizzano i rischi

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Galline on February 5th, 2021 by emmaibadioune


La demenza negli animali da compagnia

La demenza non è una condizione esclusivamente umana. Molti animali domestici in là con l’età soffrono di una condizione chiamata Sindrome da Disfunzione Cognitiva (CDS) e gli effetti sono spesso subdoli.

Foto di Pacto Visual su Unsplash

Il problema diventa evidente quando ci sono dei mutamenti nel comportamento dell’animale. Ad esempio un cane potrebbe non rispondere più alla vostra voce oppure rimanere immobile con la coda bassa e un’aria ansiosa. I gatti potrebbero ‘sparire’ per diverse ore o anche giorni e in generale gli animali con questo problema potrebbero sembrare improvvisamente incerti, a volte impauriti oppure fuggono via.

Che cosa è la demenza negli animali?

Come per gli esseri umani, la demenza nei pet provoca problemi alla memoria, portando a confusione, disorientamento e ansia. Le cause sono le stesse che provocano l’Alzheimer e altri tipi di demenza. Sostanze proteiche distruttrici si formano nel cervello e causano l’interruzione delle connessioni cerebrali. L’accumulo di placche è un’altra causa, dato che è un aumento di fosforo.

In quali animali si può riscontrare la demenza?

Two pups bolster

Gatti e cani sono le vittime più comuni del CDS, anche se altri mammiferi come i conigli, porcellini d’india

e furetti possono manifestare sintomi simili. Mammiferi con un’aspettativa di vita più corta come i criceti e i gerbilli non sono affetti da demenza.

Gli animali con una lunga vita come i pappagalli, stranamente di solito non mostrano sintomi di demenza. Alcune ricerche hanno mostrato che l’assenza di demenza è legata ad un gene noto come GSK, che si trova nella maggior parte degli animali (e anche nelle piante). Questo gene causa l’accumulo di fosforo nel cervello e questo ha un influsso su una proteina chiamata tau, che è la causa scatenante dei sintomi della demenza.

Quali sono gli indizi di demenza negli animali?

La maggior parte degli animali sono stoici e non mostrano segni di disagio ma il CDS è una questione diversa e fa cadere le difese naturali e potrete notare i segnali spia.

Questi sono alcuni dei sintomi della demenza negli animali.

  • Confusione. Durante una qualsiasi attività quotidiana come ad esempio una passeggiata o mentre va da una stanza all’altra, potrebbe improvvisamente trovarsi indeciso oppure cercare un posto dove rifugiarsi senza alcuna ragione apparente. Altri sintomi includono il ringhiare, inarcare il dorso o tremare.
  • Disorientamento. Il cane o il gatto potrebbero diventare ansiosi oppure bloccarsi in un luogo a loro familiare – anche dentro casa dove passano la maggior parte del tempo. Dimenticano temporariamente dove si trovano e potrebbero sentirsi intrappolati e il loro comportamento corporeo – o i suoni – ve lo espliciteranno.
  • ‘Incidenti’ in casa. Gli animali con CDS potrebbero dimenticare improvvisamente che non bisogna fare i bisogni in casa. Questo è collegato al disorientamento e alla confusione piuttosto che al mancato controllo delle funzioni fisiche. Potrebbero svegliarsi nel bel mezzo della notte pensando che è ora di alzarsi e di fare la solita passeggiata mattutina. I gatti potrebbero dimenticare la posizione della lettiera o dello sportellino per uscire.
  • Strani comportamenti nel dormire. Un cambiamento nelle abitudini del dormire può essere una spia di CDS. I cani a volte diventano irrequieti la notte oppure potrebbero dormire fuori dalla cuccia o dai loro posti abituali. I gatti che vivono all’aperto potrebbero decidere di restare a casa a dormire invece di fare le loro passeggiate notturne sui tetti oppure essere inquieti durante il giorno quando invece dormono serenamente.
  • Cambiamenti nella personalità. Qualunque grosso cambiamento nel comportamento di un animale anziano può essere un sintomo precoce di CDS. Un animale estroverso può diventare scontroso mentre un animale tranquillo può diventare aggressivo. Gli animali possono anche dimenticare temporaneamente chi sono i membri della famiglia oppure trattare gli altri animali di casa con sospetto.
  • Perdita di memoria. Questo classico sintomo della demenza è spesso uno dei primi segnali di CDS in un animale. Smetteranno di rispondere ai comandi e potrebbero avere difficoltà ad eseguire compiti che hanno sempre portato a termine con facilità come fare le scale o trovare la strada più veloce per tornare a casa.
  • Mancanza di energie. Anche se possono esserci delle motivazioni fisiche per un’improvvisa ‘svogliatezza’,è anche uno dei sintomi di demenza. Oltre a non essere attivi come prima, un animale malato può camminare avanti e indietro senza sosta come se fosse in gabbia oppure restare immobile guardando nel vuoto.
  • Cambio di vocalizzi. Un animale tranquillo può iniziare a fare tanto rumore oppure un abbaiatore seriale può diventare improvvisamente silenzioso. Potrebbero aumentare gli abbai e i miagolii nella notte.
  • Cambio nell’appetito. Può andare in entrambe i sensi – un animale con CDS può diventare vorace oppure potrebbe smettere di mangiare e diventare svogliato.
Dog exercise

Foto di Nick Fewings su Unsplash

Come curare la demenza?

Attualmente non c’è cura per la demenza ma ci sono dei farmaci che possono ridurre i sintomi e anche rallentare il progredire della malattia. Queste cure sono prescrivibili solo dal veterinario per cui se avete il sospetto che l’animale sia affetto da CDS andate a fare una visita.

Come sempre, la prevenzione è la miglior cura e mantenendo l’animale attivo con giochi ed esercizi, aiuterete corpo e anche mente. Anche la dieta gioca un ruolo fondamentale come l’esercizio per cui date loro cibo sano evitando o riducendo gli spuntini poco salutari. Degli integratori a base di omega-3 e olio di pesce sono ottimi.

Una volta che CDS ha iniziato a manifestarsi, ci sono ancora delle strategie da mettere in campo per migliorare la vita degli animali.

  • Non fate modifiche inutili all’ambiente in cui passano la maggior parte del tempo. Lasciate i mobili dove sono e non spostate le cucce o i cestini.
  • Mantenete sempre la calma. Se sgriderete un cane o un gatto che ha sporcato in terra, l’unico risultato che otterrete è che i loro livelli di ansia schizzeranno alle stelle.
  • ‘Lasciate correre’ e se li vedete disorientati, chiamateli per farvi seguire in una stanza o per tornare a casa. Portate sempre con voi il guinzaglio se siete in passeggiata con il cane.
  • Non smettete mai di interagire con l’animale anche se sembra aver dimenticato alcuni membri della famiglia.
  • Fate dei giochi che aiutino a mantenere il cervello attivo, come l’addestramento (se riescono) o dei puzzle game.
  • Provate a re-insegnargli il seduto, il resta e a venire quando lo chiamate – e provate anche a fargli ricordare la routine dei bisogni, se possibile!

Se il veterinario prescrive delle medicine e un cambio nella dieta, seguite alla lettera le nuove disposizioni. Medicine e integratori possono fare una grande differenza. Anche se la demenza modifica la vita degli animali, questo non vuole necessariamente dire che non possono godersi la vita. Pensatela più come ad un’eccentricità piuttosto che ad un disastro e continuate a trascorrere dei bei momenti con loro.

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Animali da compagnia on February 5th, 2021 by emmaibadioune


Come calmare un galletto aggressivo?

I galli hanno tre funzioni specifiche in un gruppo di galline. Proteggono le galline avvertendo per ogni possibile pericolo, vi permettono di allevare i vostri pulcini e sono incredibilmente belli. A volte però. L’istinto protettivo dei galli diventa un problema e diventano troppo aggressivi. Questa situazione si può acuire in primavera perché è il periodo degli accoppiamenti.

cockerel

Immagine di Anthony Scanlon da Pixabay

I galli sono programmati per proteggere le loro galline. Se osservate un gruppo che becchetta in giardino, noterete che un chiocciare acuto di una gallina farà correre il gallo a controllare che tutto sia a posto. Se una gallina starnazza quando la prendete in braccio, il gallo si metterà in posizione difensiva finché non la rimetterete giù. Finché però il gallo non attacca fisicamente, non ci sono problemi. Il fatto è che invece a volte aggrediscono fisicamente.

Se questi scontri diretti continuano, il gallo potrebbe decidere che voi – e tutti gli esseri umani – rappresentate un pericolo e cercheranno di aggredirvi ogni volta. Fortunatamente potete disinnescare il circolo vizioso.

I galli mandano dei segnali quando sono intenzionati ad attaccare. Abbassano la testa e avanzano simulando una sorta di danza e manifestando l’intenzione di attaccare. Potrebbe anche decidere semplicemente di correre e attaccarvi alle gambe esattamente come farebbe un’oca infuriata. Il gallo alla fine potrebbe cacciarvi dal cortile oltre a causare altri spiacevoli inconvenienti.

Come fermare un gallo che sta per attaccare?

  • Non dirigetevi diritti verso il gallo quando entrate nel posto in cui tenete le galline.
  • Non guardatelo fisso a meno che non abbia già iniziato a comportarsi aggressivamente perché guardarli fissi è considerato un atteggiamento di sfida – Se fissate lui e il gruppo di galline, vi comportate esattamente come farebbe un predatore.
  • Non camminate in punta di piedi e non scappate se il gallo vi guarda perché sono segnali che avete paura e il gallo potrebbe prenderli come spunto per inseguirvi e finire il lavoro!
  • Non correte per il cortile – il gallo paragona i movimenti rapidi a quelli di un predatore. Proseguite i vostri lavori in cortile con calma, lentamente e in modo mirato.
  • Assicuratevi che le galline vivano in un ambiente senza stress. Se si aggirano dei cani o se ci sono dei bambini irruenti che corrono tra le galline, i loro schiamazzi potrebbero rendere il gallo super protettivo nei contronti delle galline.
  • Se il gallo vi porta dei piccoli ‘regali’ come dei sassetti o un legnetto, non siatene lusingati. Vi sta trattando alla pari di una gallina e voi dovrete rifiutare il regalo e mandarlo via altrimenti penserà di avervi sottomesso!
  • Non inseguitelo. Se si sentirà intrappolato all’angolo, probabilmente combatterà per scappare.

Come gestire un gallo aggressivo

Non reagite mai violentemente agli attacchi.

Attack cockerel

Immagine di Linda Saayman da Pixabay

Non avrebbe alcun effetto positivo sul comportamento del gallo o del gruppo di galline e in più potrebbe ferirlo. Può anche essere aggressivo ma è pur sempre un uccello e quindi ha ossa fragili ecc.

Un gallo andrebbe preso con un paio di guanti spessi per metterlo in un posto sicuro, lontano dal resto del gruppo. Le braccia e le gambe dovrebbero essere coperte e anche le scarpe dovrebbero essere solide. Se il gallo ha appena iniziato ad attaccarvi si dovrebbe riuscire a calmarlo con pochi bocconcini. Sarebbe una buona idea portare sempre con voi dei bocconcini. Dopo un po’ di volte che gli avrete dato dei bocconi gustosi, inizierà ad associarvi ai bocconi invece che al pericolo. I bocconi andrebbero offerti con la mano perché se li buttate a terra, il gallo potrebbe interpretarlo come un segnale di paura e i problemi potrebbero continuare.

Un metodo un po’ più brusco potrebbe essere di far rotolare con gentilezza il galletto a terra sollevando la scarpa quando si avvicina in cerca di guai. Dopo un po’ di questi approcci, dovrebbe capire che siate un elemento dominante e quindi vi dovrebbe lasciare in pace. Almeno in teoria!

Come sollevare un gallo arrabbiato

Cockerel starts pecking the ground

Immagine di Irina_kukuts da Pixabay

In alternativa, quando il gallo proverà a beccarvi, cacciatelo via ricordando di indossare sempre i guanti e poi prendetelo e tenetelo come tenete una gallina sotto il braccio. All’inizio il gallo si ribellerà e strillerà ma alla fine si calmerà. Ci impiegherete circa 10 o 15 minuti ma sarà tempo ben speso se alla fine non vi aggredirà più.

Se il gallo non ha ancora attaccato, potreste dissuaderlo dal farlo facendo un lungo passo verso di lui, guardandolo. Se a questo punto il gallo si agita, guarda il terreno e inizia a becchettare, significa che avete vinto la battaglia.

Il segreto del successo è di far comprendere al gallo che non siete un pericolo per le galline. Proteggere il suo gruppo è la sola cosa che lo spinge ad essere aggressivo. Se non funziona e il gallo inizia a stirare le ali e il collo pronto ad aggredire, allora aprite anche voi le braccia. Se avete con voi un bastone, sarà anche meglio perché farà sembrare la vostra apertura alare anche più ampia.

Quali sono i galli più aggressivi?

In alcuni casi si direbbe che i galli nascono con un cattivo carattere! In questi casi l’istinto del gallo di proteggere le galline è sempre fuori controllo. Iniziano ad essere aggressivi fin da pulcinotti anche se le aggressioni vere e proprie di solito iniziano intorno ai 6/8 mesi di età. Anche se a volte la razza fa la differenza, ci sono dei casi di razze docili che invece non hanno pietà!

Si dice che i galli più aggressivi siano di razza Aseel (apparentemente i più bulli di tutti), i Cornovaglia, Leghorn, Malay, Old English Game e tutte le razze tradizionali da combattimento.

Quali sono i galli meno aggressivi?

Tra i galli meno aggressivi ci sono gli Australorp, Brahma, Olandesi, Moroseta e Welsummer. Anche i Bantam sono relativamente calmi. Naturalmente a volte ci sono dei ‘cattivi soggetti’ tra tutte le razze.

I galli che sono costantemente aggressivi sono un problema, specialmente se avete dei bambini che girano per il cortile. Un gallo intenzionato ad attaccare fisicamente, ha degli speroni appuntiti – gli spuntoni sulle zampe – che possono fare molto male. Se tutti i tentativi di calmare il gallo falliranno, bisognerà pensare a trovargli una nuova sistemazione.

Se avete scelto una razza non aggressiva di galli e se le galline hanno tanto spazio a disposizione difficilmente avrete dei problemi di aggressioni. Fategli capire fin da subito chi è il capo e non accettate mai regali da parte sua perché poi potrebbe considerarvi parte del gruppo di galline.

 

No comments yet - Leave a comment

This entry was posted in Galline on February 2nd, 2021 by emmaibadioune