The Omlet Blog

Date Archives: May 2020

Tutto quello che dovete sapere sui galli

Molti allevatori di polli limitano le loro attenzioni alle galline e alle uova. I galli – o i galletti (da non confondere con i galli!) – non sono nella lista. Dopotutto, i galli sono territoriali, desiderosi di difendere il loro gruppo di galline e notoriamente rumorosi la mattina presto.

Ma sono anche dei bellissimi uccelli e in caso decideste di far schiudere le vostre uova, le galline avranno certamente bisogno delle attenzioni di un gallo.

Ci sono i pro e i contro da considerare se state pensando di aggiungere un gallo al vostro gruppo di galline.

Prima le cose positive

I galli hanno un aspetto splendido quando si pavoneggiano sul terreno. La grande cresta e i bargigli fremono come gelatina, le penne della coda e quelle del collo sono sfarzose e il loro portamento suggeriscono qualcuno appena salito su una pista da ballo per esibirsi con movimenti esagerati.

Ma non c’è solo la bellezza. I galli sono sprezzanti del pericolo e sono pronti a cacciare qualunque intruso considerato indesiderato. Non sono però così sconsiderati da attaccare cani o gatti, ma gli faranno capire chiaramente che non sono i benvenuti con il linguaggio del corpo e con grida di allarme. Questo comportamento lascia alle galline il tempo per mettersi al riparo e poi anche il gallo batterà in ritirata se le cose prendono una piega troppo pericolosa.

Il gallo porterà armonia nel pollaio assicurandosi che nessuna venga bullizzata e tenendo tutto in ordine come un buon cane da pastore.

Se volete far schiudere dei pulcini, l’unica strada è chiedere i servigi del gallo. Le uova fertili sono comunque commestibili se le raccogliete giornalmente. Le uova se tolte dal calore della chioccia non si svilupperanno in un pulcino.

E gli aspetti negativi?

Se vivete in città o in un paesino il rumore potrebbe essere fonte di dispute coi vicini. In molti posti negli USA, i galli sono banditi per questo motivo. Se le ordinanze locali però non pongono un veto sui galli, avrete la legge dalla vostra. Ma che fare con i vicini infastiditi?

L’ironia è che la gente che ha i galli – e anche molte altre persone – amano sentire il chicchirichì la mattina presto. Alzo la mano, come autore del post e ammetto di apprezzare il richiamo del gallo sul far del mattino – e vivo in un paese con una mezza dozzina di galli che si contendono il primato per il primo che si alza. E’ sicuramente un suono più accettabile del rumore dei motori o delle porte che sbattono per prepararsi ad una giornata di lavoro. Se la gente riesce a vivere con il rumore di sottofondo della strada, della ferrovia e del traffico aereo, davvero non riuscirà ad abituarsi al canto a voce spiegata di un gallo?

Sfortunatamente no e in molti casi un gallo che canta può essere fonte di dispute e recriminazioni. Se avete dei vicini, è un fatto che non potete ignorare. Iniziate col contattare quelli che vivono accanto a voi e ditegli che sentiranno un gallo cantare la mattina e vedete come reagiscono. Non si può mai sapere magari sono eccitati all’idea di una nuova sveglia!

Ci sono dei trucchi per tenere tranquilli i galli finché non si sono alzati tutti dal letto. Alcuni prediligono i collari anti-canto, delle strisce di Velcro che riducono il flusso d’aria del gallo. Non feriscono l’uccello e non gli impediscono di respirare correttamente ma trasformano il fastidioso CHICCHIRICHI’ in un suono moderato e soffocato. Se avete un gallo di grossa taglia, potreste aiutarvi con il tetto del pollaio basso. I galli devono stendere il collo per cantare e se il tetto del pollaio non è abbastanza alto da consentirgli di estendere appieno il collo, dovrà attendere finché non lo farete uscire.

Detto questo però, i galli cantano per natura e se voi ( o i vostri vicini) non desiderate essere svegliati all’alba, dovreste accantonare l’idea di avere un gallo e accontentarvi delle galline.

Il gallo non è solo la versione pennuta di un cane da pastore ma è anche un cane da guardia. Alla vista di un intruso vi avvertirà. E’ il genere di avvertimento che vi aspettereste da un uccello che un tempo è stato definito il messaggero del dio sole. Una bellissima immagine – non canta per infastidire ma per annunciare l’arrivo del nuovo sole. Chi potrebbe dire di no a questo?

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This entry was posted in Galline on May 26th, 2020 by linnearask


Stare all’aria aperta fa bene ai gatti

Osservate un gatto appostato in mezzo all’erba o che si rilassa al sole, è chiaro che amano stare all’aperto. Se vivete in campagna non è un problema e tutti i gatti che vivono in campagna beneficiano dello stare all’aperto e anche in casa. In città invece i proprietari potrebbero avere delle riserve a lasciare il gatto sui tetti a gironzolare la notte.

I gatti in città hanno una durata media della vita inferiore a quella dei gatti in campagna. Questo non è dovuto ai benefici dell’aria aperta – semplicemente le morti premature nella popolazione felina sono dovute agli incidenti stradali e in città un gatto ha molte più occasioni di perdere le sue nove vite.

Perché i gatti amano stare all’aperto?

Vi piace passare del tempo al sole, con una leggera brezza che vi accarezza il volto? Per i gatti è esattamente la stessa cosa. Come voi apprezzano la vita al di fuori delle quattro mura domestiche. Sono stimolati dal movimento, suoni, odori e anche il giardinetto più piccolo abbonda di queste cose. Il gatto andrà alla scoperta di quello che il mondo ha da offrire e questo garantisce loro uno stimolo fisico e mentale, una combinazione essenziale per un gatto sano e felice.

Alcune ricerche hanno dimostrato che alcuni suoni incluso lo squittio dei roditori e il cinguettio degli uccelli è particolarmente stimolante per i felini. Trovano queste cose soddisfacenti e coinvolgenti a livello istintivo e tutti gli animali hanno necessità di soddisfare i loro istinti.

Se ne hanno la possibilità, i gatti approfitteranno appieno delle possibilità di una vita all’aria aperta – non solo nelle immediate vicinanze ma in un’area più ampia, a volte in un territorio di un chilometro e mezzo da casa. In questo territorio instaureranno vari tipi di relazioni, alcune amichevoli, altre no ma tutte parte della ricca esistenza dei gatti.

La possibilità di accedere all’esterno è un grande antistress dato che soddisfa tutti i suoi bisogni per essere felice e gli consente di approfittare dell’ambiente naturale.

Però i padroni che preferiscono tenerli in casa non si devono scoraggiare. Possono comunque garantire loro i benefici della vita all’aria aperta.

How to bring the outdoors indoors

La razza – e la personalità – gioca un ruolo importante nella felicità di un gatto. Alcune razze – tra cui il Burmese, il Siamese, il Korat, l’ Orientale e l’Abissino – hanno bisogno di stare all’aria aperta così come un pianista ha bisogno di suonare il piano e non saranno felici se gli si negherà l’accesso all’esterno. Altre – inclusi i Persiani, i Russian Blue e i Ragdoll – sembrano nati per vivere in poltrona e non rimpiangeranno assolutamente la vita all’aria aperta. La maggior parte delle razze miste apprezzeranno entrambe i mondi per cui se il vostro gatto vivrà in casa dovrete attrezzare gli spazi per renderli un po’ più ‘selvaggi’.

Fornire stimoli con dei giochi, inclusi quelli riempiti con erba gatta. Dovrete anche lasciare la finestra aperta per lasciar entrare l’aria fresca e gli odori e i rumori esterni senza però lasciare vie di fuga. Se non riuscite, potete aprire la porta d’ingresso chiudendo le porte interne per far circolare l’aria.

Se gli spazi lo consentono, una recinzione per gatti è un’ottima soluzione. Può essere collegata a casa tramite uno sportellino alla porta che consenta al gatto di passare fuori tutto il tempo che desidera. Se la recinzione non è collegata a casa, potete lasciarlo fuori se siate anche voi con lui in giardino. Oppure se iniziate fin da piccolo, potreste abituarlo al guinzaglio. Questa opzione necessita di un’attenta programmazione perché evitare i cani in passeggiata sarà essenziale!

Anche se vivete in appartamento sarà possibile far godere dell’aria fresca il vostro gatto a patto che abbiate un balcone. La recinzione Omlet per balconi si adatta a quasi tutte le esigenze e assicura al gatto uno spazio sicuro per godersi la brezza sul pelo.

Lo scopo principale è che i gatti possano approfittare dell’aria aperta e tutto ciò che rappresenta. Ma allo stesso tempo, i gatti di città che apprezzano la vita sul divano possono approfittare degli stimoli semplicemente restando in casa.

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This entry was posted in Gatti on May 26th, 2020 by linnearask


Utilizza le uova delle ragazze per questa incredibile pasta fresca fatta in casa

Ingredients

Farina tipo 00
Uova
Sale

La pasta fatta in casa ha una delle ricette più facili in assoluto da ricordare dato che la proporzione è di 1:100. Per ogni commensale avrete bisogno di 1 uovo e di 100g di farina e un pizzico di sale per il condimento – facile! Ecco come la facciamo qui in Omlet:

🔸 Iniziate col pesare la farina e mettetela su un asse a formare una fontana, aggiungete un pizzico di sale e poi fate un buco in mezzo e rompeteci dentro le uova.

🔸 Con una forchetta iniziate a mescolare delicatamente le uova al centro incorporando poco per volta la farina finché non l’avrete incorporata quasi tutta. Potreste dover utilizzare le mani alla fine. Una volta terminato dovreste aver formato una palla della giusta consistenza. All’inizio risulterà ruvida e granulosa ma una volta lavorata per bene sarà morbida.

🔸 Impastate finché la pasta non sarà elastica. Attenti a non esagerare ad impastare perché potrebbe diventare troppo dura e gommosa. Una volta terminato, coprite con un canovaccio e lasciate riposare in una ciotola in frigo per mezz’ora.

🔸 Once chilled, bring your dough out. Depending on how much you’ve made you may need to split it into more manageable chunks.

🔸 Iniziate a stendere una parte del vostro impasto con un mattarello e poi con la macchina per la pasta. Stendete la pasta con la macchina alla massima ampiezza poi ripiegatela e ricominciate. Poi posizionate la pasta al medio spessore, piegatela in due e ricominciate. Infine posizionate sulla pasta più fine e fate passare la pasta. A questo punto la pasta dovrebbe avere la forma di una lasagna e abbastanza sottile da poterci vedere attraverso.

🔸 Spostate l’attenzione agli accessori della macchina per la pasta alle linguine e tagliatelle. Potete usare entrambe per questo tipo di pasta, dipende solo dal tipo di sugo che avete in mente di fare. Noi abbiamo usato il taglio per le tagliatelle e sono venute fantastiche!

🔸 Una volta posizionata la pasta nel giusto taglio, lasciatela all’aria su uno stendino per una mezz’ora. Fate attenzione a non lasciarla seccare troppo. Una volta pronta, fate bollire l’acqua salata e fatela cuocere per circa 3 minuti se siete pronti a mettervi a tavola oppure conservatela in un Tupperware nel frigo o nel freezer pronta per l’utilizzo.

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This entry was posted in Ricette on May 21st, 2020 by linnearask


Quattro giochi da insegnare al tuo pappagallino

Il punto di partenza per tutti i giochini da far fare ai pappagallini è la fiducia e la chiave del successo sono le leccornie! Una volta che il pappagallino è stato abituato alla manipolazione e non ha timori a restare appollaiato sul dito fuori dalla gabbia, puoi passare al passo successivo e introdurre delle sfide divertenti. Assicurati di avere un po’ di miglio o uno dei suoi snack vegetali preferiti a portata di mano!

Serpenti e scale

Per questo, avrete bisogno di una piccola piattaforma sollevata con una scala che porta su un lato e uno scivolo sull’altro lato.

La parte della ‘scala’ è semplice: posizionate il pappagallino ai piedi della scaletta e mettete il bocconcino in cima. Mentre sale utilizzate il comando ‘sali le scale!’ Dopo un po’ sarete in grado di mettere il pappagallino un po’ più distante dalla scala.

Per la parte ‘serpente’ del gioco, il pappagallino scivolerà giù grazie allo scivolo e anche questa volta il miglio o altro saranno la chiave. Piazzatelo in fondo allo scivolo e abbiate pazienza. Dato che è intelligente cercherà di volare a prendere la ricompensa senza usare lo scivolo. Se succede, nascondete il premio e ricominciate.

Il pappagallino imparerà rapidamente che la chiave per arrivare al premio è lo scivolo. Una volta che sarà sullo scivolo, dite ‘Giù dal serpente!’ Potrete allungare la scaletta e il ‘serpente’, se volete.

Calcio per pappagallini

Se mettete un tavolino da ping pong nella gabbia del pappagallino in breve tempo inizierà a giocarci, ‘dribblando’ la palla con il becco. Fuori dalla gabbia può diventare una sfida umani verso pappagallini. Fate rotolare gentilmente la pallina verso di lui e istintivamente ‘parerà’ la palla. Mettete anche una porta e il pappagallino diventerà un vero e proprio portiere.

Mettete un’altra porta a circa un metro di distanza e provate a vedere se il pappagallino riuscirà a farvi goal portando avanti la palla con il becco. Una volta che avrà segnato dite qualcosa come ‘Goal!’, e dategli un premio. L’uccellino imparerà presto ad usare le sue abilità con il becco per avere un premio!

La grande fuga

Lo scopo in questo caso è convincere il pappagallino a superare un breve tunnel. Non sarà una fuga per la libertà ma per un premio!

Iniziate con un pezzo di cartone con un ampio foro tagliato o un ampio anello di plastica. Chiamate il pappagallini e offritegli un bocconcino prelibato per attraversare il buco. Appena sarà saltato dall’altra parte date il comando vocale – qualcosa del tipo ‘Vai al tunnel!’ Una volta imparato il gioco, realizzate tanti piccoli buchi con sezioni più piccole. Potreste riuscire a realizzare la grande fuga anche attraverso il rotolo della carta casa.

Porta

Questo gioco richiederà un po’ più di tempo per andare in porto ma alla fine l’intelligenza dei pappagallini avrà la meglio. L’obiettivo è insegnare all’uccellino di raccogliere un oggetto, portartelo e lasciarlo nella tua mano.

Per iniziare, fate appollaiare il pappagallino sulla mano e mostrategli un oggetto luccicante come un bottone o una graffetta. Quando lo prenderà nel becco, dite ‘prendi!’ quando lascerà l’oggetto, dì ‘lascia!’, e se lo farà dagli un premio.

Una volta imparata la sequenza, mettete l’oggetto lontano dalla mano e dì ‘prendi!’ quando lo solleva. Avvicina la mano, pronto a prendere l’oggetto se cade. Con il tempo questa diventerà una routine in cui il pappagallino prenderà un oggetto e te lo offrirà in cambio di un bocconcino.

La cosa che tutti questi giochi hanno in comune è che il pappagallino si divertirà a farli. Se non ne hanno voglia, non lo faranno. Questo significa che non dovrete fargli pressione o forzarli, dovrà solo essere divertente per tutti e due. Fiducia e bocconcini – ecco il segreto!

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This entry was posted in Pappagallini on May 18th, 2020 by linnearask


Cosa c’è che non va nelle galline?

Se avete delle galline, sapete sicuramente qual’è l’aspetto di una gallina in salute. Se ci sono dei cambiamenti, significa che qualcosa non va in pollaio.

I problemi più frequenti non sono dovuti a malattie o a parassiti ma allo stress. Se il pollaio è sovraffollato, sporco o troppo caldo oppure se si sentono tormentate, compare lo stress. I sintomi includono il mangiare le uova, aggressione delle compagne, feci molli, letargia e un’improvvisa interruzione nel deporre le uova.

Osservate attentamente e le cause salteranno agli occhi. Troppi animali nello stesso ambiente? Nessun riparo per la luce diretta del sole? Poco spazio per muoversi? Nient’altro che fango? Queste problematiche si possono risolvere risistemando l’ambiente, ingrandendo la recinzione e acquistando un pollaio più spazioso. Controllate anche la dieta delle galline – Gli state fornendo delle granaglie di qualità con un supplemento di verdure? Una dieta povera è la porta per altre malattie dato che indebolisce il sistema immunitario.

Bronchite infettiva – La malattia più comune nelle galline

Ci sono molte malattie che possono colpire le galline ma per fortuna molte di queste sono rare. Prove aneddotiche mostrano che la bronchite infettiva è una delle malattie che coloro che allevano galline a livello amatoriale incontreranno più facilmente.

Le galline che soffrono di questo malanno, avranno una tosse con affanno fastidioso, starnuti e una sorta di russare. I primi segnali di allarme della malattia sono la mancanza di appetito. Quando la malattia avrà preso piede, la gallina avrà il “naso che cola” con secrezioni dalle narici e dagli occhi.

La bronchite è causata da un virus aereo e il rimedio migliore è il vaccino per tutto il gruppo. Gli animali infetti dovranno essere isolati e tenuti in una ambiente secco e caldo con alimenti verdi extra nella dieta. Alcuni moriranno ma gli altri riusciranno a rimettersi.

Nota: i sintomi qui descritti sono associabili anche ad altre malattie come la sinusite infettiva, la malattia di Newcastle e la mortale Aspergillosi, l’influenza aviaria e pullurosi. La guida Omlet sulle galline riporta altre informazioni.

Bumblefoot o pododermatite – L’infortunio principale fra le galline

Una gamba o una zampa ferita che si infetta può diventare una pododermatite. La ferita non sempre è evidente ma l’indizio principale è la zoppia o la tendenza a stare per molto tempo su una sola zampa mentre le altre galline grattano e razzolano in cerca di cibo.

Dopo alcuni giorni la ferita si gonfierà e a questo punto dovrete agire in fretta. La scelta migliore è di portare l’animale dal veterinario perché la ferita richiederà un’accurata disinfezione ed eventualmente, se molto grave anche un piccolo intervento. Senza trattamento rischia di morire.

Non tutte le zoppie sono dovute alla pododermatite però. A volte le galline atterrano goffamente dopo un piccolo volo. Le dita delle zampe o le gambe si rompono facilmente e richiederanno una steccatura. Ma se non c’è una ferita è difficile che si abbia una pododermatite.

Per cui, focalizzatevi sulla zoppia – il vostro primo indizio che qualcosa non va.

Acari comuni

I parassiti nelle galline sono frequenti ma di solito non rappresentano un rischio per la vita. I più comuni sono gli acari, di cui ci sono molte specie.

Acari rossi o acari delle galline – Questi parassiti si nascondono nel pollaio, negli angoli, sotto i posatoi e in altri posti. Ci sono polveri e liquidi anti acari che si possono applicare sul pollaio e una buona pulizia costante scoraggerà queste piccole succhiasangue rosse.

Acaro del pollame boreale – questi sono un po’ più grossi dell’acaro rosso e vivono sugli uccelli invece che limitarsi a morderli saltuariamente. Ci sono dei trattamenti che però vanno messi direttamente sull’animale.

Rogna delle zampe – In questo caso le zampe delle galline diventano ruvide, infiammate e dolenti. I trattamenti antibatterici specifici per il problema sono l’unica soluzione per contrastare il fenomeno anche se strofinare le zampe con la vaselina può alleviare il disagio.

Acaro delle piume – Questa varietà si insinua nelle aste delle penne causando gonfiore e producendo delle secrezioni di cui si nutrono. Le galline inizieranno a strapparsi le penne per cercare di alleviare il fastidio. Gli acari si diffondono velocemente e in breve tempo tutto il gruppo delle galline e il pollaio necessiteranno di trattamenti.

Un’azione rapida è il modo migliore per fronteggiare queste malattie. Ogni mattina, controllatele anche solo visivamente. Qualunque segnale di quelli riportati qui sotto, dovrebbe essere un campanello d’allarme:

  • Penne in disordine o sporche
  • Postura dimessa
  • Letargia
  • Presenza di parassiti
  • Escrementi mal formati
  • Starnuti, dispnea, tosse
  • Mancanza di appetito
  • Niente uova

Se c’è qualcosa che vi preoccupa, controllate su Omlet nella guida alla salute delle galline, e contattate un veterinario per un consiglio.

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This entry was posted in Galline on May 15th, 2020 by linnearask


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This entry was posted in Offerte e Promozioni on May 14th, 2020 by linnearask


6 razze di cani che non hai mai sentito nominare

Azawakh

Gli Azawakh sono originari del Sahel area a sud del Sahara, dove tuttora affianca i popoli nomadi a guardia delle greggi di pecore e capre da predatori e nemici. In precedenza erano utilizzati nella caccia alla gazzella e della lepre nelle lande desolate del deserto.

L’Azawakh è un cane asciutto e di grande taglia con zampe lunghe; i muscoli e le ossa sono facilmente distinguibili attraverso la pelle sottile.

E’ un cane leale che crea dei legami molto stretti con i suoi padroni e devono essere abituati a stare per conto loro per evitare i rischi da ansia da separazione. Questa razza necessita di correre senza freni e assicuratevi che possano farlo in un’area sicura. L’istinto alla caccia può essere molto forte ma sono intelligenti e facilmente addestrabili ed è possibile portarli in passeggiata anche senza guinzaglio.

Cane Leopardo della Catahoula

Il Cane Leopardo della Catahoula è originario dello stato della Louisiana e inizialmente era utilizzato per la caccia alla grossa selvaggina e in seguito per i cinghiali. Viene tuttora utilizzato come cane da lavoro con vari scopi inclusa la pastorizia dato che è conosciuto per la sua agilità, intelligenza e forza.

Si tratta di un cane di taglia media con pelo raso che può avere varie colorazioni, disegni e colore degli occhi. Il Cane Leopardo della Catahoula possono diventare degli ottimi cani da compagnia ma devono avere i giusti stimoli. E’ anche importante addestrarli e farli socializzare fin da subito dato che c’è il rischio che diventino territoriali e iperprotettivi.

Caucasian Ovcharka / Cane da pastore del Caucaso

Come suggerisce il nome, questa razza gigante di cani è originaria del Caucaso, un’area tra il Mar Nero e il Mar Caspio dove è stato utilizzato per le mandrie di bestiame.

E’ un cane estremamente indipendente, senza paura e intelligente che può essere molto territoriale e protettivo per cui richiede dei proprietari esperti che possano fornire molto addestramento e un’accurata socializzazione per tutta la loro vita. Questo contrasterà il potenziale comportamento aggressivo soprattutto verso gli altri cani.

I Caucasian Ovcharka richiedono moltissimi stimoli fisici e mentali. Se non lavorano rischiano di passare le giornate a dormire e rischiano l’obesità per cui necessitano di molte passeggiate e giochi di riporto.

Schipperke

Schipperke significa piccolo cane da pastore in Fiammingo, di dove è originaria la razza. Ha anche una storia come cane da guardia e cacciatore di topi sui battelli olandesi e belgi. Oggigiorno è principalmente un cane da compagnia anche se resta comunque un buon cane da guardia e faticherete a trovare un compagno più leale di lui.

Dato che lo Schipperke è una razza da lavoro, dovrete sempre cercare di stimolarlo e tenerlo attivo per evitare comportamenti distruttivi ma sarà relativamente facile perché apprezza qualunque cosa fintanto che è con il suo padrone!

Cane da pastore di Piccardia

Il cane da pastore di Piccardia è facilmente riconoscibile grazie alle sue grandi orecchie a punta, il pelo ondulato e tigrato e la coda ad uncino. Il nome viene dalla regione di cui è originaria la razza, la Piccardia, in Francia ed è uno dei più antichi cani da pastore della Francia.

Sono cani estremamente attivi e sono i perfetti compagni per una persona che ama le lunghe corse, gli sport e gli stimoli mentali sotto forma di obedience. Se vi potete permettere solo una passeggiatina intorno a casa, il cane da pastore della Piccardia non fa per voi!

La razza è stata riconosciuta nel 1925, ma è praticamente scomparsa dopo le guerre mondiali. Alcuni entusiasti amanti della razza hanno ricreato dei riproduttori ma è comunque ancora molto raro.

Pumi

Il Pumi è il risultato di una selezione tra le razze del famoso cane da pastore Ungherese, il Puli e i cani da pastore francesi e tedeschi e i terrier. Questo ha conferito alla razza il suo temperamento vivace, intelligente e attivo.

I Pumi amano lavorare ma anche rilassarsi con la famiglia. E’ una razza socievole che ben si adatta ad una famiglia attiva che può tenerlo in movimento durante il giorno e riempirlo di coccole sul divano la sera.

Il pelo ricco di solito grigio o nero richiede un po’ di lavoro ma non ne perde.

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This entry was posted in Cani on May 7th, 2020 by linnearask


Volete tenere conigli e galline assieme? Ci sono delle cose che dovete considerare!

I conigli e le galline sono due degli animali più amati e anche se ci sono molte caratteristiche che li differenziano, hanno anche molte similitudini e se prestate attenzione alle loro differenti necessità, possono vivere insieme in armonia.

Sia le galline che i conigli sono animali molto socievoli che amano trascorrere il tempo con gli altri e non importa se appartengono ad altre specie. Hanno anche le stesse esigenze se si parla di spazi, temperatura e attenzioni. Oltre a questo avere entrambe che vivono assieme potrebbe essere più efficiente a livello di spazi così da non dover creare due aree distinte ma solo una più grande.

Ci sono comunque delle cose da considerare se volete tenere assieme galline e conigli – semplicemente metterli insieme in un recinto e sperare che tutto vada bene non è la soluzione migliore. Le galline hanno delle patologie latenti e senza sintomi che però possono far ammalare i conigli e inoltre per natura temono le cose che si muovono velocemente (animali inclusi) e avere dei conigli che sfrecciano tra le loro zampe potrebbe creare loro parecchio stress se non sono abituate.

Se non è esente da problematiche farli vivere assieme, è comunque possibile. Di seguito alcune considerazioni:

  • Avrete molte più probabilità di successo se inizierete ad introdurli in giovane età così da poter crescere assieme e imparare a convivere. Iniziate con il tenerle separate da una rete o una staccionata in modo che possano abituarsi a vedersi (divisori Omlet per le recinzioni esterne sarebbero perfette qui). Iniziate a metterli insieme ma in una recinzione molto ampia in modo che le due specie non si sentano minacciate. Riducete man mano le dimensioni del recinto finché non raggiungerete le dimensioni che volete tenere stabilmente.
  • Le galline potrebbero cercare di beccare i conigli perché non sono abituate ai movimenti rapidi. Non è una cosa grave per un coniglio adulto e si risolve in pochi giorni ma non mettete mai un cucciolo nel recinto con galline adulte dato che sono molto più vulnerabili.
  • Date a entrambe un posto in cui rifugiarsi. Galline e conigli sono nervosi e vulnerabili e sono animali che devono avere un posto in cui ritirarsi quando tutto diventa troppo.
  • Hanno anche esigenze differenti. Le galline hanno bisogno di trespoli per appollaiarsi la sera mentre i conigli hanno bisogno di tanto fieno sia per appallottolarsi che per mangiarlo. Da tenere lontano dalle galline per evitare contaminazioni. Dovrete anche nutrirli separatamente; le galline cercheranno di mangiare di tutto ma il cibo dei conigli non è adatto a loro e le farebbe star male.
  • I conigli sono noti per essere animali molto puliti, cosa che non vale per le galline. Per far felici i conigli, dovrete pulire il recinto e la gabbia o il pollaio più spesso che non se aveste solo le galline!
  • Assicuratevi che ci sia tanto spazio per tutti. Tenere due specie nello stesso posto può essere efficiente a livello di spazi ma assicuratevi che il recinto sia abbastanza grande ed equipaggiato con giochi e nascondigli per far divertire e rassicurare i vostri animali. Il dispenser Caddi è un perfetto distributore di cibo e gioco per conigli e galline e il rifugio Zippi è una tana perfetta per un coniglio stanco oppure come torretta di avvistamento per una gallina curiosa.
  • Se state programmando di tenere conigli e galline assieme, vi consigliamo caldamente di sterilizzare i conigli maschi. Anche se non vivono con delle femmine, i maschi non castrati sono noti per montare qualunque cosa passi loro vicino, incluse le amiche pennute.
  • Non è mai una buona idea tenere un solo coniglio in un gruppo di galline o vice versa. Si sentirebbero soli e stressati senza un amico della stessa specie.

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This entry was posted in Conigli on May 6th, 2020 by linnearask


Impara a conoscere il linguaggio corporeo del tuo gatto

Gli antenati più prossimi dei gatti domestici erano una specie solitaria di gatti selvatici che non avevano necessità e, per lo più non avevano necessità di prestare attenzione alle loro emozioni. Mostrare segni di debolezza poteva esponenzialmente esporre all’attacco dei predatori o a gatti concorrenti. Questo è un tratto tutt’ora presente nei gatti; per la maggior parte dei casi cercheranno di nascondere quello che sentono.

Detto questo, naturalmente comunicano. Con gli altri felini e con noi. Utilizzano gli odori e le vocalizzazioni ma anche molti indizi visivi sotto forma di linguaggio corporeo.

Quando cercate di analizzare e comprendere il linguaggio corporeo del vostro gatto, è importante contestualizzare nell’intero contesto invece che focalizzarsi su una singola cosa. Verificate nei dintorni e cercate di scovare i fattori che possono dar fastidio al gatto. C’è qualcosa che lo stressa, lo fa arrabbiare o spaventare? Questo semplifica la comprensione dei gatti che a volte lanciano dei segnali non proprio semplici e cristallini.

Ci sono cinque cose a cui prestare attenzione quando cercate di decifrare il linguaggio corporeo del gatto. Occhi, orecchie, muso, corpo e coda!

OCCHI

  • Un leggero battito di palpebre – Gli occhi che battono lentamente le palpebre o che sono mezzo chiusi indicano che il gatto è molto rilassato e ritiene che la situazione sia sicura e senza rischi. Cercate di imitare i movimenti lenti del gatto. Sarà un ottimo esercizio per rafforzare i vostri legami.
  • Pupille dilatate – Se la stanza non è troppo buia, le pupille dilatate indicano che il gatto è sorpreso oppure spaventato e ansioso. Di solito gli occhi sono spalancati e non batterà le palpebre.
  • Pupille contratte – Se al contrario le pupille sono contratte e piccole, probabilmente il gatto è in tensione che tende all’aggressivo.
  • Guardare fisso – Se il gatto guarda fisso qualcuno o qualcosa, è una sfida. Se il gatto vi sta guardano fisso – meglio non avvicinarsi!

ORECCHIE

  • Se puntano in avanti – Un gatto contento e rilassato terrà le orecchie ben dritte e verso l’avanti. Questa è la posizione normale per le orecchie e probabilmente si muoveranno un poco se sentono dei rumori familiari per casa.
  • Dritte in avanti – Sintomatico di un gatto in allerta e pronto ad andare. Magari hanno sentito un rumore e vogliono andare ad investigare ma prima vogliono essere certi di cosa hanno sentito.
  • Cambiano direzione – Se un’orecchia è posizionata di lato mentre l’altra dà verso il dietro, è possibile che il gatto sia nervoso e che cerchi di definire meglio la situazione e di avere tutte le informazioni possibili.
  • Posizionate in giù e attaccate alla testa – Segnali di un gatto altamente stressato arrabbiato e potenzialmente aggressivo che è pronto ad attaccare. Meglio lasciarlo in pace.

MUSO

  • Un gatto rilassato e felice ha dei baffi che spuntano dal muso rilassati. Molti gatti hanno anche un’espressione del muso serena che somiglia ad un sorriso.
  • Un gatto ansioso o spaventato terrà le vibrisse indietro lungo il muso per occupare il minor spazio possibile e non farli sembrare una minaccia. Oppure se è in allerta, i baffi punteranno in avanti.
  • Se le vibrisse sono dritte e lontane dal muso o in avanti, è un segno che il gatto è arrabbiato. Eventualmente può anche mostrare i denti, ringhiare o soffiare.

CORPO

  • La posizione neutra per il corpo di un gatto è rilassata e senza tensioni. Se sono stesi possono essere ben allungati o appallottolati con le zampe posizionate sotto al corpo. Spesso è accompagnato dalle fusa, un segno che il gatto è felice e rilassato.
  • Un gatto ansioso o spaventato scapperà via nella maggior parte dei casi e si nasconderà da ciò che lo impaurisce ma se non è possibile fuggire, si abbasserà rasente al suolo a testa bassa.
  • Un gatto arrabbiato cercherà di sembrare più grande di quanto non sia, con il pelo ritto, le zampe tese e il dorso inarcato.
  • E’ da sottolineare che un gatto steso sulla schiena probabilmente non è in cerca di grattini sulla pancia. Così come i cani mostrano sottomissione, così anche i gatti e preferiscono essere lasciati stare.

CODA

  • Bella dritta in alto – Segno di un gatto felice che cerca attenzione e compagnia. La coda può anche essere in posizione rilassata ma di solito non si muove.
  • Dritta e in basso – Questo potrebbe essere un segnale che il gatto è spaventato o sconvolto. Un gatto spaventato può anche tenere la coda sotto il corpo.
  • Scodinzolante – Una coda che scodinzola in un gatto ha un significato diverso dalla coda scodinzolante di un cane. Se la coda si muove rapidamente da una parte all’altra il gatto è seccato e vuole essere lasciato in pace. Se invece muove la coda lentamente, sta cercando di valutare la situazione e decidere cosa fare. Potrebbe essere un po’ spaventato e potreste cercare di rassicurarlo.
  • Coda gonfia e irsuta tenuta distante dal corpo – Non avvicinatevi! Si tratta di un gatto furioso che cerca di sembrare il più spaventoso possibile agli eventuali assalitori.

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This entry was posted in Gatti on May 4th, 2020 by linnearask