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The Omlet Blog Archives: May 2021

Orgoglio Omlet: la barba di Buster

Questo articolo fa parte della nostra serie Orgoglio Omlet, una collezione di incredibili storie che puntano i riflettori su animali straordinari e condividono la loro lealtà, coraggio talento e compassione con il mondo.

-Scritto da Anneliese Paul

Buster era destinato ad inseguire palline sulle spiagge di Barry Island. E’ un adorabile labradoodle con grandi occhi scuri e una lunga barbetta. Un filosofo con una natura giocosa, è il co-autore di un libro per bambini insieme alla sua umana Natalie che ha come scopo di risvegliare l’interesse per l’autismo.

Buster 1Ethan, il figlio di Natalie all’età di quattro anni ha avuto una diagnosi di autismo e ADHD. Natalie ha messo da parte il suo lavoro di insegnante per occuparsi di Ethan a tempo pieno. Da bambina aveva sempre avuto cani e naturalmente desiderava che anche Ethan sperimentasse la vicinanza di un compagno fedele. Andarono in una fattoria vicina e si trovarono a scegliere tra tre cuccioli. Uno era un terremoto, uno era tranquillo e dormiglione e uno una via di mezzo tra gli altri due. Presero la via di mezzo e lo chiamarono Buster.

Trascorsa qualche settimana a casa, era chiaro che Ethan non legava con Buster. Semplicemente non era interessato. Per cui è diventato il compagno di Natalie, dato che assistere il bambino non era facile, Buster era un conforto nelle giornate più dure. Motivava Natalie ad andare avanti e insieme facevano lunghe passeggiate sulla spiaggia.

Un paio di anni dopo la diagnosi di Ethan, è nata la piccola Isobelle. Isobelle era spaventata dal buio per cui Buster dormiva in camera sua e l’aiutava a sentirsi al sicuro.Durante il giorno, era il compagno di giochi di Isobelle. Insieme giocavano a travestirsi e a fine giornata lei gli leggeva una storia e lo pettinava.

Con il tempo il pelo sul mento di Buster continuava ad allungarsi sempre di più! Alla fine aveva una barba di 18 cm. Non è una cosa che si vede tutti i giorni: un cane con la barba. La gente lo guardava. Natalie era abituata alla gente che guarda perché sfortunatamente molti non comprendono l’autismo e quando Ethan aveva dei crolli, spesso la gente commentava con cattiveria.

Si rese conto però che con Buster era diverso. Quando passeggiavano sulla spiaggia, la gente si avvicinava a Natalie e domandava, “E’ vero? Gliela avete attaccata?!” Era curioso e divertente e cosa poteva fare una ex insegnante di scuola? Ci ha scritto un libro per bambini, naturalmente! Natalie ha scritto una storia con protagonista Buster chiamato ‘Il cane con la barba’.

E’ una storia sull’essere speciali e unici. Natalie e Buster hanno fatto il giro di scuole e librerie in tutto il Galles e sono andati anche in televisione per parlare di differenze e per parlare di autismo attraverso la storia di Buster.

“Spesso intorno ai bambini con disabilità c’è molta negatività. Un adorabile labradoodle è un ottimo modo per iniziare a conversare. Lui è diverso, ha la barba ma è meraviglioso!”

Buster 3

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 27th, 2021 by juliakretzner


Orgoglio Omlet: conigli coraggiosi

Questo articolo fa parte della nostra serie Orgoglio Omlet, una collezione di incredibili storie che puntano i riflettori su animali straordinari e condividono il loro altruismo, coraggio, talento e compassione con il mondo.

-Scritto da Anneliese Paul

E’ difficile descrivere la paura di Pixie il coniglio quando la RSPCA (un’associazione inglese) le ha finalmente trovato casa con un padrone esperto di conigli. Diciotto mesi dopo la dolce Pixie vive nel comfort e sta imparando a farsi amare dalla sua adorata umana, Wendy.

Wendy aveva due meravigliosi conigli che adorava. Un coniglio nero maschio di razza Rex che si chiamava Jensen e la sua partner color cioccolato, Havana. Nel 2019, Havana è morta improvvisamente di polmonite e Jensen ha sofferto così tanto il distacco che non si muoveva quasi più. Era diventato un coniglio infelice e triste.

Wendy desiderava che legasse con un altro coniglio e così si è rivolta all’associazione RSPCA di Canterbury e ha conosciuto Pixie, che era stata gravemente trascurata. Pixie era stata recuperata insieme al suo compagno che però sfortunatamente non ce l’ha fatta. Pixie era quasi morta di stenti, era solo pelle e ossa e prima di trovarle una nuova casa hanno dovuto farle prendere peso. Wendy desiderava darle tutto l’amore che meritava.

Pensando che potesse essere la campagna perfetta per Jensen, Wendy portò Pixie a casa. Aveva diviso la gabbia in modo che potessero conoscersi piano piano. Dopo circa un mese si riposavano uno accanto all’altra, separati solo da una rete e Wendy decise che era arrivato il momento giusto. Ma Pixie era un coniglio traumatizzato e la sua paura si rivelava con un comportamento aggressivo. Non riusciva a controllarsi e così ha morsicato Jensen. Era agitata e spaventata per tutto. Per un po’ aveva paura anche del cibo posato per terra. E’ stato un brutto e triste periodo per Wendy che vedeva Pixie così stressata.

Wendy teneva Pixie separata e poco a poco, Pixie ha iniziato a fidarsi di lei. Adesso, 18 mesi dopo, si fa grattare il naso e saltella accanto a Jensen. Il loro recinto Omlet, corre parallelo così ognuno dei due ha i suoi spazi. Hanno anche un rifugio suddiviso in due, su tre livelli, finestre, balcone collegati tramite i tunnel alla veranda. Il sistema di cancelli del recinto della Omlet permette a Wendy di lasciar girare entrambe per casa. Quella che una volta era la sala da pranzo di Wendy, ora è diventata la stanza giochi dei conigli con la gabbia, alcuni scalini e dei tunnel in modo che possano divertirsi. Entrano a turno e Wendy lascia la porta aperta perché non abbiano troppo caldo.

La mattina, prima di andare al lavoro, prepara un’insalata per conigli: Cavolo verde, cavolo nero o verdure di stagione e un mix di erbe come prezzemolo, menta e basilico. In estate raccoglie foglie fresche e petali di rosa. Hanno 3 o 4 diversi tipi di fieno tra cui scegliere nel recinto e come premietto Wendy preferisce dar loro biscotti per conigli o fragole che adorano.

Dalle sue tristi esperienze, Pixie è rifiorita grazie alle amorose attenzioni della sua padrona che ha capito il suo passato e ha ricostruito la fiducia. E Jensen ha una nuova partner, Tinkerbell, una mini Rex dagli occhi azzurri. Wendy adora i suoi tre bellissimi conigli ma in special modo Pixie. E’ una sopravvissuta.

“Praticamente tutti i giorni mi fa piangere. E’ così amorevole e attenta, è incredibile come possa aver perdonato gli esseri umani.”

 

 

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 25th, 2021 by juliakretzner


Insegnare al gatto a passeggiare al guinzaglio

Bhim Solomon è uno degli scrittori junior della Omlet che al momento sta esplorando nuove attività divertenti da fare con i suoi gatti Moonpie e Shadow Weaver e ci presenta dei semplici esercizi da sperimentare con i nostri amici felini! In questo articolo, Bhim ci illustra gli step per insegnare ad un gatto a passeggiare al guinzaglio con i benefici di un’avventura all’aperto senza rischi.


I miei gattini hanno 11 settimane. Sono degli Scottish Folds e si chiamano Moonpie e Shadow-Weaver. Moonpie è una femminuccia mentre Shadow un maschietto e sono fratello e sorella. Vivono dentro casa perché sono piccoli ma voglio insegnargli ad apprezzare anche il mondo esterno per cui mi sono deciso a comprare pettorina e guinzaglio per portarli a passeggio.

Non molti sanno che possono portare a passeggio il gatto proprio come si fa con un cane ma un giorno che ero a Londra, in un negozio, ho intravisto un bellissimo gatto grigio al guinzaglio! Ho domandato alla signora che lo portava al guinzaglio se potevo accarezzarlo. Era molto gentile e mi ha detto che si chiamava Moonpie. In seguito mi ha mostrato un giochino: ha tirato fuori dei premietti e ha detto “zampa”, Moonpie ha sollevato la zampa e l’ha messa nella sua mano. Poi ha detto “Dammi il cinque” e Moonpie lo ha fatto! E’ dall’età di 4 anni che desideravo avere un gatto e dopo quell’incontro ero certo di volere uno Scottish Fold e che lo avrei chiamato Moonpie.

Non potevo prendere subito i gattini ma i miei genitori mi sorpresero per il mio decimo compleanno con due piccoli Scottish folds. Avevano circa otto settimane e mio fratello li ha voluti chiamare Shadow-Weaver perché per metà muso erano grigi e l’altro lato color albicocca. All’inizio dormivano molto e li tenevamo in una stanza in modo che si abituassero poco a poco. Finalmente un giorno li abbiamo lasciati avventurare per casa e il giorno dopo volevano uscire. Domandai a mio padre se potevo avere una pettorina e un guinzaglio. Fu d’accordo e li prendemmo per entrambe. Avevo pensato che fosse una buona idea abituarli fin da piccoli al guinzaglio. E così ho pensato di scrivere un resoconto su come fare per portare fuori i gatti/gattini in modo da farlo in sicurezza.

 


Come mettere la pettorina

  1. Per prima cosa sistematela in modo che si adatti al gatto.
  2. Dopo aver sistemato il cinturino fate scivolare la testa e inserite una zampa nel buco che vedete in foto e poi richiudete con la clip.

  3. Verificate che la pettorina non sia troppo stretta e che tutte le clip siano ben chiuse; a questo punto dovrete forse sistemare la taglia in modo da riuscire ad inserire un dito ma senza che sia troppo molle e che possa liberarsi accidentalmente. Se il gattino è ancora troppo piccolo per la pettorina potete comunque abituarlo ad indossarla in casa.
  4. Una volta che sarete soddisfatti di come si adatta in sicurezza e il gatto indossa la pettorina felicemente, tutto ciò che resta è di agganciare il guinzaglio e uscire a passeggio.
  5. Il gatto è pronto!

Per prima cosa, per assicurarmi che Moonpie fosse a suo agio a camminare al guinzaglio, l’ho portata a fare il giro della casa tenendo la porta sul retro aperta. L’ho fatto per tre giorni di seguito.

Ho scelto una bella giornata di sole per portarla fuori al guinzaglio. Appena fuori era un poco insicura ed è rimasta ferma per un po’. Poi si è indirizzata verso una pianta di erba gatta che avevo piantato vicino alla porta di casa.

Poi ha attraversato il prato alla massima velocità e ho dovuto correre per starle dietro! Voleva esplorare un vecchio albero. Moonpie può correre molto veloce! Moonpie si è poi arrampicata su un albero ed è rimasta immobile per trovare l’equilibrio. Si è divertita moltissimo durante l’esplorazione!

In seguito si è messa ad esplorare il cemento a lato del prato e ha guardato dietro il cestino in metallo e la carriola (non ne aveva mai vista una prima).

Alla fine ha fatto una corsa per tornare a casa.

Siamo stati fuori per circa dieci minuti e quando è corsa verso casa ho pensato che fosse stanca perché è andata diretta alla porta sul retro e poi è andata nella sua stanzetta, si è posizionata nella cuccia e dopo essersi pulita era pronta per dormire.

Mi piace molto portare i gatti in passeggiata perché fanno esercizio e nello stesso tempo si divertono ad esplorare. Annusano l’aria fresca e vedono la vita all’aperto incluse le galline. Quando è bel tempo cerco di tenerle in giardino, circa due volte a settimana dopo la scuola e nei fine settimana. Ogni giorno dopo la scuola metto loro la pettorina e le abituo a tenerla su.

Quando diventeranno più grandi le porteremo a fare passeggiate più lunghe. E’ sicuro e divertente esplorare il mondo. Se vivete in città e desiderate fargli prendere un po’ d’aria fresca, fargli fare esercizio, potete mettergli il guinzaglio e uscire. Potrebbero anche imparare ad andare in autobus o in metropolitana!

 

 

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 24th, 2021 by juliakretzner


Giornata Nazionale dei cani trovatelli

20.05. – Giornata Nazionale dei Cani Trovatelli! Desideriamo rivolgerci in occasione di questa data speciale ai rifugi che con il loro duro lavoro ogni giorno si dedicano agli animali e alle loro adozioni.

Ogni anno, negli USA, circa 3.3 milioni di cani entrano in un rifugio per animali sparsi su tutto il territorio nazionale e sono in cerca di adozione urgente. Questi numeri sono allarmanti e quando prendiamo in considerazione l’idea di prendere un nuovo membro della famiglia, dovremmo pensare ai rifugi che ci sono vicino a noi. Abbiamo intervistato un rifugio per animali che lavora sodo per trovare una casa ai cani randagi e scopriamo con loro qualcosa di più sul processo delle adozioni!

Il rifugio “Einfach Tierschutz e.V.” è un’associazione onlus tedesca fondata nel 2016 che ha come scopo quello di soccorrere i cani di strada che sono in gravi difficoltà. In particolare si occupano dei paesi dell’est e del sud Europa dove i cani randagi non hanno diritti e si trovano in situazioni disperate. Einfach Tierschutz sostiene gli animali bisognosi in zone come la Romania.

“Tutti abbiamo uno scopo nella vita, una ragione per stare al mondo. Il mio scopo è salvare i cani.”

Jens Waldinger, Responsabile di Einfach Tierschutz

1. Omlet: Ci può raccontare qualcosa sull’associazione: di quanti cani vi prendete cura? In cosa consiste il lavoro in un rifugio per animali e come si svolge una giornata tipo?

Einfach Tierschutz: Einfach Tierschutz e.V. è proprietario e opera in due rifugi per animali a Braila, Romania. Nel rifugio “Phoenix Shelter”, ci occupiamo di circa 400 cani di strada e recentemente anche di gatti e cerchiamo di trovargli casa. Ogni giorno li curiamo e cerchiamo di farli socializzare in un’area di 10,000 m².

A partire dalla primavera 2020, abbiamo aperto un secondo rifugio dedicato soprattutto ai cuccioli, il “Phoenix Puppy Shelter”, dove ospitiamo fino a 50 cuccioli e giovani adulti per poi trovargli famiglia, in un’area di 2,000 m². Inoltre, nel 2020, siamo stati in grado di portare a termine un progetto a lungo desiderato, ossia la costruzione di una casa per gatti in modo da garantire anche a loro un’accoglienza appropriata alla specie.

Diamo lavoro in media a 6 membri dello staff nei rifugi della Romania, che lavorano su turni così che c’è sempre qualcuno presente. Abbiamo inoltre un autista, un impiegato d’ufficio e il responsabile dei rifugi. Il lavoro dello staff consiste principalmente nel prendersi cura dei cani, alla custodia notturna e attività amministrative.

Nel nostro team abbiamo degli addestratori certificati, esperti nella gestione di rifugi e siamo in contatto con veterinari e assistenti veterinari. Lavoriamo anche a stretto contatto con gli uffici veterinari pubblici per registrare gli spostamenti e anche per cercar casa in loco in modo da poter fornire sempre la documentazione necessaria sia per gli spostamenti effettuati che per le adozioni.

I nostri uffici sono in Germania da dove coordiniamo tutte le attività delle associazioni. Vari team di volontari lavorano sotto la nostra guida sia sui social media, per le ispezioni pre e post adozione, adozioni, mercatini e pianificazione dei viaggi.

       
       

                          Jens Waldinger                                                        Sarah Goetschel                                             Carmen Salcedo

                 Responsabili e Manager del rifugio                              Responsabile e Manager in Germania con il cane          Responsible a Braila della sistemazione dei cani
                                                                                                                            adottato Puschi (Cuore) 

 

Uno dei principali obiettivi del nostro lavoro è di trovare casa a più cani possibile e farli adottare in case sicure e amorevoli. Forniamo anche un servizio di trasporto qualificato per trasportare cani e gatti in veicoli correttamente equipaggiati dalla Romania alla Germania, Austria o Svizzera.

Assicuriamo ai cani che non sono adatti ad una vita in famiglia un rifugio permanente e sicuro. Qui potranno avere una vita migliore senza più patire la fame e le malattie e senza essere esposti alle intemperie soprattutto in inverno – una vita stabile e senza stress con i loro conspecifici.

Un altro obiettivo è il controllo delle nascite tra i cani e i gatti randagi attraverso regolari campagne di sterilizzazione a nostre spese e cercando anche di sensibilizzare la popolazione su questo tema. A causa della moltiplicazione incontrollata nelle strade ma anche dei cani tenuti in cortile e in casa, centinaia di cuccioli indesiderati finiscono in strada o nei rifugi municipali ogni anno dove sono autorizzati a sopprimerli dopo un periodo di due settimane se sono in sovraffollamento. Interveniamo anche in questi casi e cerchiamo di prendere questi cani con noi.

 

2. Omlet: Che cosa differenzia Einfach Tierschutz dalle altre organizzazioni per il recupero degli animali?

Einfach Tierschutz: Per prima cosa Einfach Tierschutz è un’associazione tedesca che non è solo attiva all’estero ma gestisce i rifugi all’estero. Non solo troviamo casa ai cani in Germania ma anche in Svizzera e Austria. Ma principalmente ci distinguiamo per i numeri: da quando abbiamo iniziato, circa 8,000 membri ci hanno supportato. Siamo riusciti a convincere molte persone della bontà del progetto e tramite donazioni, sottoscrizioni, sponsorizzazioni ecc. Siamo stati in grado di investire con giudizio.

Offriamo anche ai membri la possibilità di viaggiare e andare nel nostro rifugio in Romania al Phoenix Shelter per aiutarci attivamente e vedere con i loro occhi il lavoro che viene portato avanti grazie alle donazioni che riceviamo.

     

 

“C’è un prima e un dopo nella mia vita: prima del viaggio a Phoenix Shelter e dopo il viaggio perché dopo di allora ho compreso il mio scopo nella vita e per cosa battermi ogni giorno: per “i miei” cani laggiù al rifugio. Anche se sono rientrato in Germania, il mio cuore è sempre là con loro.”
– Un membro dell’associazione qualche settimana dopo il rientro dal rifugio

Diamo la possibilità ai membri di seguire le attività e il lavoro quotidiano tramite Facebook e, forniamo foto e video del rifugio e tutti possono partecipare agli eventi. Offriamo anche la possibilità di fare network con altri membri e di programmare delle attività congiunte come ad esempio le campagne di raccolta fondi.

Recentemente abbiamo fatto la prima grande tombola dove i membri hanno acquistato tanti biglietti per avere l’opportunità di vincere bellissimi premi di generosi donatori. I proventi sono andati direttamente ai rifugi.

Lavoriamo incessantemente per migliorare i nostri standard e noi stessi a livello professionale in linea con le nostre idee di benessere animale sostenibile in modo da continuare a crescere e aiutare più animali possibili. In questo modo cerchiamo di mantenere un giusto equilibrio tra possibili migliorie e nuovi progetti o incremento delle attività. Siamo molto motivati e desiderosi di andare avanti.

 

3. Omlet: Cosa vi piace del vostro lavoro? Cosa vi gratifica di più?

Intervistati: Ogni piccolo successo ci ricorda perché lo stiamo facendo. Sia che si tratti di cani randagi che salviamo portandoli al rifugio, sia che si tratti di animali gravemente malati che riportiamo alla vita, oppure dei cani timidi e introversi che siamo riusciti a far socializzare in modo che possano godere la vita in famiglia e scorazzare per i campi felici… tutti questi destini individuali a cui viene data la possibilità di una vita migliore, valgono la pena per noi!

4. Omlet: Adozioni vs. Acquisto: quale è la sfida più grande?

Einfach Tierschutz: Dal nostro punto di vista, il problema più grande è l’enorme numero dei cani con pedigree mentre migliaia di cani nei rifugi aspettano una casa amorevole. In particolare gli allevamenti illegali e i trasferimenti illeciti di cuccioli dall’estero che poi vengono venduti a buon mercato tramite vari portali on line da trafficanti professionisti che si presentano come dei privati, per noi sono una spina nel cuore. In quanto esseri umani, abbiamo la responsabilità verso le altre creature e fintanto che le strade saranno piene di animali indesiderati, che si riproducono senza controllo, che soffrono la fame e sono malati, riteniamo sia irresponsabile continuare ad allevare cani.

Sfortunatamente molte persone non hanno senso di responsabilità e lungimiranza. Molti a malapena riflettono su cosa significhi dare una casa ad un animale per 10 o 20 anni e spesso quando l’animale diventa “scomodo” ci rinunciano. La decisione di rinunciare ad un animale è presa ancora più alla leggera di questi tempi…

 

5. Omlet: parliamo di adozione: Quali sono i dati essenziali per un buon adottante, a che requisiti rispondono? A che sfide o difficoltà vanno incontro i cani del rifugio quando vanno      in una nuova casa?

Einfach Tierschutz: Per noi è molto importante che la famiglia e il cane siano ben accoppiati ed è per questo che lavoriamo con i cani sul posto per conoscerli bene e valutarli al meglio. I nostri impiegati in Romania aiutano i cani a socializzare. Nonostante questo però non possiamo prevedere quale sarà il loro comportamento nella nuova casa. Ci sono diversi fattori in gioco. In un nuovo ambiente, con persone nuove e magari altri compagni è difficile fare una previsione ma di solito nella maggior parte dei casi abbiamo ricevuto dei riscontri positivi dagli adottanti.

Un cane che proviene da un altro paese è una specie di “sorpresa”. Non sono abituati ai nostri ritmi di vita e hanno bisogno di tempo per abituarcisi. Anche se hanno avuto molte interazioni con i volontari, corse all’aperto e sessioni di gioco, cerchiamo di tenerli occupati e di fargli vedere molte cose nuove ma non c’è paragone con le vite in famiglia che li aspettano. Alcuni di loro non hanno mai visto un guinzaglio o indossato un collare o una pettorina, non hanno mai visto delle scale, una macchina, biciclette, pedoni ecc. Alcuni cani sono già abituati alla casa, altri hanno bisogno di giorni, settimane, mesi per abituarsi. Gli odori domestici e umani spesso sono poco familiari e, se alcuni cani reagiscono con curiosità, altri possono essere ansiosi e hanno bisogno di più tempo per realizzare che le cose attorno a loro sono migliorate.

Un sovraccarico sensoriale, specialmente appena arrivati, può portare i cani ad agire in modo diverso – spesso in modo più timoroso – rispetto a come si comportavano al rifugio. Ecco perché è molto importante educare e preparare gli adottanti oltre ad offrire consigli e informarli sulle precedenti condizioni di vita del cane. Facciamo dei sopralluoghi prima (e post) e parliamo degli aspetti generali dell’adozione di un cane che viene da un paese differente.

Diamo loro degli utili suggerimenti su come gestire i cani appena arrivati riferendoci a delle modalità di comportamento standard durante il periodo di insediamento, sulle procedure di sicurezza per le passeggiate, sulle malattie che magari stanno incubando, ecc. Queste informazioni vengono costantemente aggiornate.

Nei casi in cui, per qualunque motivo le cose non dovessero funzionare nella nuova casa, ci occupiamo di trovare nuovamente una casa al cane, anche solo per uno stallo di emergenza. Per nessun motivo lo rimandiamo nuovamente in un rifugio.

Fino ad ora siamo stati in grado di trovare una soluzione rapida nei pochi casi in cui, contrariamente alle aspettative, gli adottanti hanno restituito il cane. Anche così abbiamo fatto il meglio per il bene dell’animale.

In caso di problemi, assistiamo gli adottanti con aiuto e consigli e dopo un’adozione siamo sempre disponibili! Sulla    nostra pagina Facebook troverete delle storie e delle foto di “lieto fine” postate dagli stessi adottanti.

 

6. Omlet: In quanto ONG, come raccogliete fondi per gli animali, rifugi, progetti per la sterilizzazione ecc? Come siete pagati?

Einfach Tierschutz: Per coprire gli alti costi del progetto, investiamo molto tempo in pubblicità per avere nuovi membri che ci supportano in modo da avere donazioni a sufficienza. Come associazione lavoriamo molto attraverso i canali dei social media e promuoviamo anche i cani. Dipendiamo da un buon funzionamento delle infrastrutture tecniche.

Anche l’impegno delle sezioni locali è molto importante e genera molta attenzione. I nostri esperti locali si occupano della socializzazione dei cani e su di loro pesa la corretta scelta tra cane e famiglia adottiva. Investiamo per la presenza sui social media, cartellonistica, pubblicità sui giornali, flyers, schede informative, adesivi, ecc in modo da avere sempre alti livelli di popolarità – che naturalmente va di pari passo con un incremento dei costi amministrativi.

 

7. Omlet: C’è altro che vorreste condividere con i nostri lettori?

Einfach Tierschutz: Vogliamo approfittare per ringraziarvi dell’opportunità e dell’interesse per la nostra associazione e invitiamo tutti a farsi un’idea del nostro lavoro visitando la nostra homepage o seguendoci sui social media. Noi – e in particolare gli animali – saremo felici per una donazione anche piccola che investiremo in cibo, visite dal veterinario, operazioni, castrazioni o nel rifugio stesso, ad esempio per ampliare la recinzione.

Accogliamo anche con entusiasmo i nuovi membri che desiderano essere coinvolti nelle attività (ad esempio i viaggi). Potete trovare tutte le informazioni sulla nostra pagina: www.einfachtierschutz.de

Phoenix-Shelter: https://phoenix-shelter.com/

Facebook: einfachtierschutzvermittlungen

Instagram: https://www.instagram.com/einfachtierschutz/

(Potete anche settare la pagina nella lingua desiderata.)

 

Cordialmente,

Omlet desidera ringraziare Einfach Tierschutz e.V. per l’intervista e augura loro tutto il meglio per il prossimo futuro con la speranza che i cani possano trovare delle famiglie sicure e piene d’amore.

 

Felice giornata nazionale dei trovatelli!

 

 

Nota: questa intervista è stata tradotta dal tedesco all’inglese, e poi in italiano.

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 20th, 2021 by juliakretzner


Gli animali possono seguire una dieta vegana?

Alcuni animali tra cui i conigli e porcellini d’india sono naturalmente vegani. Criceti e gerbilli, sebbene onnivori possono optare per una dieta vegana se le proteine vengono fornite da piante e vegetali. Altri, inclusi gli onnivori cani e i puri carnivori come i gatti, difficilmente si adatteranno ad una dieta senza carne.

Tutti gli animali devono soddisfare delle necessità nutrizionali. Ma questo non significa che non possiate avere un cane vegano. I gatti vegani invece sono molto più difficili.

Il cane può seguire una dieta vegana?

Se aveste appena scoperto una nuova specie animale e doveste capire che dieta segue, potreste intuire molto dalla sua dentatura. I denti del cane, come quelli dell’orso dicono molto chiaramente che sono animali onnivori – ossia mangiano sia carne che verdure. Se il cane è un lupo addomesticato, allora vi sarete fatti un’idea della loro dieta naturale.

Ciononostante, come dimostrano i panda, un mangiatore di carne può a volte adattarsi perfettamente ad una dieta vegan. I denti del panda sono simili ai denti di qualunque altro orso – lunghi canini per mangiare carne e molari per schiacciare le piante. Eppure i panda mangiano solo bamboo. Per cui, se un orso può essere vegano, anche un cane può diventarlo?

La risposta è si – ma è un si con molti però! Un cane necessita di una dieta che contenga i grassi e le proteine che provengono dalla carne. E’ pericoloso ignorare le necessità basilari e dargli da mangiare solo quello che volete. Alcuni cani hanno uno stomaco delicato e una dieta con pochi grassi e molte fibre può causare problemi di salute molto seri. Non bisognerebbe mai somministrare una dieta senza carne senza prima aver sentito il parere di un dietologo professionista.

Il collagene, l’elastina e la cheratina che si ritrovano in una dieta a base di carne non sono facilmente rimpiazzabili da degli equivalenti vegani. Il cane ha anche bisogno di una ‘catena lunga’ di grassi omega-3 che si trovano nei prodotti animali come le uova, pesce e alcune carni. I grassi omega-3 vegani non sono lo stesso di quelli derivati animali.

Questo crea dei grattacapi ai proprietari di cani vegani. Eppure ci sono dei prodotti sul mercato che affermano che il cane può vivere felicemente seguendo una dieta senza carne. Prima di buttarvi a capofitto, è essenziale chiedere il parere di un professionista esperto. Di solito il compromesso è la scelta migliore – una dieta vegana con degli inserimenti di derivati animali essenziali. I grilli ad esempio possono fornire moltissimi aminoacidi e cheratina che mancano in una dieta vegana e sono al 65% proteine.

Il gatto può seguire una dieta vegana?

Un approccio basato sul compromesso è ancora più importante se si tratta di gatti. Rientrano negli animali prettamente carnivori e ricavano tutti le esigenze alimentari dagli altri animali.

Il problema principale che si incontra riducendo la carne nella dieta dei gatti è che a differenza di altri mammiferi (inclusi i cani), i gatti non possono produrre alcune proteine. Le devono assorbire dalla carne e dal pesce. Gli aminoacidi sono un altro problema – i gatti che sono carenti in derivati animali come la taurina ad esempio, sono soggetti a problemi di cuore.

Anche una dieta vegana rafforzata non è sicura e non può essere consigliata. Guardate la situazione da un altro punto di vista e immaginate di nutrire un coniglio solo con carne e capirete all’enormità – anche etica – di cui si parla.

Ci sono alcuni prodotti ‘di carne’ sviluppati in laboratorio che sono in studio con in mente i proprietari di gatti vegani e vegetariani. Però non è ancora sicuro se e quando arriveranno – e resteranno – sul mercato

Per molti proprietari di animali vegani si sono grosse implicazioni etiche su come nutrire gli animali con cui vivono. Ma l’etica include anche di tener in conto anche le loro esigenze nutrizionali ed è praticamente impossibile risolverle se si tratta di gatti. Se riuscirete a ridurre e non eliminare la carne nella dieta del gatto, sarà sicuramente l’opzione più sicura.

I 10 animali vegani da tenere a casa

Naturalmente ci sono molti altri animaliche non si nutrono di carne o che mangiano carne ma che si possono adattare ad una dieta senza. Eccone dieci.

1. Conigli. Nessun problema con loro – i conigli sono dei vegani felici, la loro dieta si basa su fieno e verdure. Potete dedurne che le palline che espellono e poi mangiano, non sono altro vegetazioni semi-digerita.

2. Porcellini d’india. Come i conigli, questi incredibili animaletti si basano su una dieta che è al 100% vegana.

3. Criceti. La maggior parte dei proprietari di criceti nutre questi animali con prodotti acquistati in negozio specifici per criceti e non necessariamente conoscono gli ingredienti. In ogni caso i cibi vegetariani e vegani per criceti sono già a disposizione.

4. Gerbilli. Come i criceti, i gerbilli sono degli onnivori che però possono felicemente seguire una dieta vegana. Tendono ad essere delicati di stomaco per cui nutriteli con del pellet di buona qualità. Troppa verdura fresca può causare loro problemi.

5. Topi. Sebbene in natura mangino praticamente di tutto, possono seguire una dieta vegana; è comunque meglio dar loro un mix già pronto preparato specificamente per loro. In questo modo sarete sicuri che non abbiano deficit di vitamine e minerali.

6. Ratti. Sono i più onnivori tra i roditori ma se li nutrirete con un mix vegano fortificato con tutti i nutrienti di cui necessitano, saranno a posto. In effetti i ratti che tendono a mangiare troppi grassi animali tendono a ingrassare e a morire prematuramente.

7. Galline. Se guardate una gallina che razzola libera, presto vi sarà chiaro che mangia di tutto – erba, scarafaggi, vermi e qualunque cosa si trovi nel vostro orto se non prestate attenzione! La maggior parte dei mangimi emulano questo mix di piante e prodotti animali. E’ comunque possibile acquistare dei prodotti vegani e prove circostanziali indicano che non crea problemi. Produrranno però meno uova e non potrete impedire loro di raspare per cercare i vermi e insetti anche se la lettiera è vegana!

8. Parrocchetti e pappagallini. I vegani non avranno problemi a confrontarsi con parrocchetti e pappagallini a meno che non vogliate farli covare. Per covare le uova le femmine hanno bisogno di un incremento di proteine di solito fornito da un pastone a base di uova o carne cotta. Ci sono alternative vegane disponibili.

9. Fringuelli. Molte specie di fringuellidi amano vermi e insetti come premietti ma non sono una parte essenziale della loro dieta. Possono vivere con un mix di semi e verdure fresche.

10. Per i fan dei rettili. Quando si pensa ai serpenti e alle lucertole probabilmente vi viene in mente l’immagine di topi morti o grilli condannati a una triste fine. Eppure ci sono alcuni rettili che hanno una dieta al 100% vegana come ad esempio la popolare Iguana verde. E’ importante dar loro le giuste verdure per mantenerle in salute ma la carne non sarà un problema.

Non mancano gli animali che sono vegani. Ma far seguire una dieta vegana a un cane o un gatto può essere una soluzione complessa. Per tutti gli animali una dieta bilanciata che si adatti alle loro necessità nutrizionali deve essere il vostro primo obiettivo.

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This entry was posted in Alimenti on May 19th, 2021 by juliakretzner


Il 93% dei proprietari di gatti è indeciso sul tipo di lettiera

Sia che voi siate un nuovo proprietario di gatti, sia che siate un vecchio utilizzatore di lettiere, può risultare difficile selezionare la lettiera giusta che soddisfi tutti i nostri bisogni e le preferenze del gatto.

I gattini sono adorabili palle di pelo e quando iniziano a diventare indipendenti, dovrete essere pronti e far trovare una postazione adeguata. Ma con una gamma di materiali che va dal legno alla carta, argilla al silice fino al tofu, quale è la migliore adesso e quando invece il gatto è più anziano?

Con una così ampia gamma di lettiere a disposizione in commercio, non è difficile sorprendersi perché da uno studio sui proprietari di gatti emerge che il 93% di loro ne ha provate varie prima di arrivare alla scelta definitiva. Anche a voi è successo lo stesso?

Nel sondaggio, scopriamo che il 54% dei partecipanti riteneva che al gatto non piacesse la lettiera che loro avevano scelto. Alla stregua dei loro difficili amici felini, anche i proprietari erano infastiditi dal doverne provare tante sia in termini di dispendio di tempo che di soldi.

Ora, per far fronte a questa difficile decisione, stiamo per lanciare una collezione di 5 lettiere ad alte prestazioni, facili da scegliere. Le abbiamo chiamate semplicemente 1, 2, 3, 4, 5, la colorata collezione offre 5 materiali collaudati tra cui scegliere: Silica, Tofu, Pine, Clay e Paper. Non vi preoccupate di dovervi industriare a capire le differenze prima di fare la vostra scelta, questo comodo Generatore di lettiere convoglierà le raccomandazioni di due esperti per aiutarvi a restringere il campo delle decisioni in merito.

Il responsabile Marketing della Omlet, Johannes Paul, ci spiega: Alla Omlet, ci stiamo impegnando perché la scelta della lettiera per gatti sia facile come contare 1, 2, 3! Questa nuova collezione sgombrerà il campo dai dubbi per i proprietari di gatti in modo da far loro risparmiare tempo e dispiaceri.

 

Scopri di più sulle lettiere per gatti della collezione Omlet…

 

Ultra Igienica & Assorbente

N. 1 La lettiera per gatti Silica è fatta di piccole particelle di sabbia che sono estremamente assorbenti in modo da ridurre l’umidità e i cattivi odori, mantenendosi fresca e igienica più a lungo. Non solo questi micro granuli assorbono e si asciugano più velocemente delle altre lettiere ma sono così piccoli che non si attaccano alle zampe e quindi non vanno in giro per casa. La lettiera agglomerante è anche facile da pulire.

 

Agglomerante & Compostabile

N. 2 La lettiera per gatti Tofu è fatta con tofu sbriciolato ed è molto efficace per neutralizzare gli odori grazie ad una composizione di carboni attivi che intrappolano i cattivi odori. La lettiera agglomerante è anche molto assorbente, riducendo gli sprechi e mantenendo la lettiera fresca più a lungo! Il tofu sbriciolato è biodegradabile e può essere compostato per uno smaltimento facile e ecologico.

 

Fresco profumo & 100% Biodegradabile

N. 3 La lettiera per gatti Pine trasformerà la toilette grazie al suo fresco profumo di foresta e in più è 100% biodegradabile e compostabile, rendendola un’opzione amica dell’ambiente e dei gatti! I grossi pellet in legno sono molto assorbenti e offrono una freschezza di lunga durata con un impareggiabile controllo degli odori, minimizzando anche gli sprechi e il tempo di pulizia.

 

Lunga durata & Bassi sprechi

N. 4 La lettiera per gatti Clay è fatta di palline di betonite con particelle di carbone attivo per il massimo controllo degli odori. Il grande potere agglomerante della lettiera permette di pulire perfettamente in modo rapido ed efficace. Non solo migliora l’igiene in generale e la freschezza ma riduce al minimo gli sprechi e migliora la durata.

 

Non agglomerante & Perfetta per gattini

N. 5 La lettiera per gatti Paper è fatta con pellet di carta di giornale riciclata ed ha naturali proprietà sul controllo degli odori e umidità. Non solo la carta è biocompatibile e biodegradabile ma rimane fresca più a lungo e riduce gli sprechi. Il sacchetto è leggero e maneggiabile e dato che non è agglomerante, la rende perfetta per i gattini oltre ad essere morbida sotto le zampe e più sicura in caso di ingestione.

 

La lettiera per gatti Omlet è adesso disponibile in esclusiva su Omlet.it, con un prezzo che va dai 13.49€ ai 14.99€.

 

 

Video qui:

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 18th, 2021 by juliakretzner


Come prevenire il furto del cane & Cosa fare se viene rubato il cane

Dogtor Adem, fondatore e proprietario di Dog-Ease, è un comportamentalista di cani e un addestratore con alle spalle più di 15 anni d’esperienza. In questo blog Adem ci dà dei preziosi consigli per evitare il furto dei cani e cosa fare in caso avvenisse il furto.

I furti di cani sono in aumento ed è naturale che siamo preoccupati nel portare fuori i nostri amici pelosi. Sono sicuro che siamo tutti d’accordo nell’affermare che se succedesse loro qualcosa, ne saremmo devastati. Per cui ho messo assieme i miei migliori consigli per tenere il cane al sicuro quando è in casa e quando siete in giro. In seguito ho messo insieme dei consigli nel caso vi trovaste nella tremenda situazione in cui il cane vi è stato rubato. Spero che non dobbiate mai utilizzarli ma in caso sarà utile averli sotto mano.

 

I MIEI CONSIGLI PER EVITARE IL FURTO DEL CANE

 

INIZIATE DA CASA

Con questo intendo che dovreste rivedere le misure di sicurezza a casa. Iniziate a mettere una recinzione e delle sbarre sicure ed evitate di lasciare il cane in giardino incustodito. Cercate anche di evitare di far sapere che avete lasciato il cane solo a casa. Potete farlo approntando una stanza lontana dalle finestre che danno sulla strada o tirando le tende quando siete fuori.

 

ASSICURATEVI CHE IL CANE ABBIA IL MICROCHIP

Non è solo obbligatorio per legge ma è anche una buona idea. Se lo doveste perdere, basterà una veloce lettura del chip per ricongiungervi velocemente. I dati sul microchip devono sempre essere aggiornati. Per farlo rivolgetevi alla ASL veterinaria di zona

 

AGGIUNGETE UNA MEDAGLIETTA AL COLLARE E CONSIDERATE ANCHE UN GPS

Se il cane avrà anche una medaglietta identificativa attaccata al collare, questo renderà più semplice ritrovarlo in caso di smarrimento anche senza dover leggere il microchip. Potreste anche considerare di attaccare al collare un GPS. Ce ne sono molti sul mercato tra cui scegliere e in caso il negozio per animali sotto casa non li avesse, potete acquistarli on line. Ci sono anche delle opzioni carine di utilizzo come ad esempio monitorare il livello di attività del cane giorno per giorno.

 

INSEGNATE AL CANE A TORNARE AL COMANDO

Insegnate al cane a tornare se lo chiamate, facendo in modo che sia un compito divertente che potete fare giocando assieme. Offrite loro un gustoso premietto tutte le volte che ad esempio vi riporta un gioco. In questo modo tornerà volentieri da voi. Andate sul mio blog www.dog-ease.co.uk/blog/ per guardare un tutorial su come impostare questo tipo di addestramento se non lo avete mai fatto in precedenza.

 

MANTENETE SU DI VOI L’ATTENZIONE DEL CANE

Rimanere accanto a voi in passeggiata deve essere divertente per il cane, soprattutto se non è legato al guinzaglio. Ad esempio potete insegnargli a camminare a fianco a voi con un bocconcino oppure facendogli riportare un gioco. Portate con voi un gioco speciale come una pallina per mantenere l’attenzione durante la passeggiata.

 

TENETELO SEMPRE D’OCCHIO

Oltre a mantenere l’attenzione del cane, evitate anche che sparisca dalla vista in passeggiata, non lasciatelo da solo incustodito davanti ad un negozio, alla scuola o anche in macchina. Saranno opportunità in meno che avranno di entrare in contatto con degli sconosciuti senza che voi siate presenti.

PASSEGGIATE CON ALTRI

Se possibile, uscite a passeggiare con un membro della famiglia o con un amico. Potete anche scegliere di passeggiare in zone pubbliche dove ci sono altre persone che passeggiano. Scegliete delle ore della giornata abbastanza frequentate e, se possibile uscite con la luce del giorno. Spesso tra la gente si è più al sicuro perché è meno probabile che vi prendano di mira.

 

CONSIDERATE DI PRENDERE UN DISPOSITIVO ANTIFURTO

Considerate di prendere un allarme antifurto o un dispositivo simile da portare quando uscite in passeggiata o anche un fischietto andrà bene per attirare l’attenzione. Tenete anche il cellulare a portata di mano ma non lasciatevi distrarre dal telefonino e restate concentrati su cosa accade intorno a voi!

 

STATE ALL’ERTA

Partendo dal consiglio precedente, state all’erta e vigili durante le uscite. Controllate eventuali attività sospette nella zona in cui normalmente passeggiate. E’ meglio limitare l’uso di apparecchi elettronici come i telefonini e anche le cuffie per la musica. Più attenti sarete, più facilmente vi accorgerete se qualcosa attorno a voi non va.

 

EVITATE IL CONTATTO CON SCONOSCIUTI

Evitate di far accarezzare il cane a persone che non conoscete ed evitate di raccontare in giro particolari su di voi e il vostro cane. E’ bello essere socievoli ma fate attenzione alle informazioni che condividete.

 

SIATE MENO PREVEDIBILI

Se siete preoccupati, cambiate frequentemente la vostra routine. Questo renderà più difficile per chiunque ‘guardare e aspettare’ per prendervi alla sprovvista mentre siete fuori.

 

ISTRUITE ANCHE CHI PORTA A PASSEGGIO IL CANE AL POSTO VOSTRO

Se vi fate aiutare da un dog sitter, chiedetegli che cosa fa per evitare che il cane possa essere rubato. Potete anche chiedergli di fare attenzione se notano attività sospette attorno a casa e di avvisarvi subito.

 

UTILIZZATE I SOCIAL MEDIA E I GIORNALI LOCALI A VOSTRO VANTAGGIO

Verificate sulle pagine dei social media locali e sui giornali le informazioni di cosa accade nella vostra zona. Spesso riportano gli episodi che avvengono con anche i dettagli su gente sospetta o anche veicoli a cui prestare attenzione.

 

FATE ATTENZIONE A QUELLO CHE CONDIVIDETE ONLINE

Condividere dove siete e i dettagli sul vostro animale su dei forum pubblici può dare importanti informazioni a possibili malintenzionati sulle vostre abitudini e su cosa fate. Fate attenzione a cosa condividete quando fate ‘check in’ con o senza cane.

 

COSA FARE SE RUBANO IL CANE?

Nella sfortunata eventualità che vi rubino il cane, ecco dei semplici consigli che vi possono aiutare.

 

DENUNCIATE IMMEDIATAMENTE IL FURTO

Denunciate immediatamente il furto alla polizia o ai carabinieri e assicuratevi che sia registrato come crimine e non solo come perdita di un animale.

 

CONTROLLATE LE TELECAMERE A CIRCUITO CHIUSO

Chiedete di far controllare tutte le telecamere a circuito chiuso della zona e dove è stato rubato il cane per vedere se compare qualcuno sospetto e qualche veicolo coinvolto. Verificate anche con i vicini se hanno notato qualcosa di strano o se hanno anche loro delle telecamere da controllare. Ogni indizio può essere importante per identificare i ladri.

 

CONTATTATE LA ASL PER IL MICROCHIP

Contattate la ASL veterinaria dove avete registrato il microchip e avvertiteli che il cane è stato rubato. Se il microchip verrà rilevato da qualche veterinario verranno allertati e vi restituiranno il cane.

 

CONTATTATE I VETERINARI LOCALI

Contattate tutti i veterinari della zona per avvertirli del furto. Portate loro una foto e aggiungete tutti i dettagli utili per identificarlo con facilità.

 

FATE DEI VOLANTINI

Avvertite più gente possibile del furto facendo dei volantini con tutti i vostri contatti. Condivideteli anche sui social media. Assicuratevi che i post siano pubblici e che possano essere condivisi anche dagli altri. Più la notizia diventerà pubblica e conosciuta più avrete possibilità che il cane venga identificato e torni da voi!

 

NON MOLLATE

Non perdete la speranza! Continuate a condividere foto e informazioni. Qualcuno da qualche parte potrebbe sapere qualcosa e aiutarvi.

 

Spero che abbiate trovato questi consigli utili. State all’erta e tenetevi al sicuro!

 

Dogtor™ Adem

Proprietario di Dog-ease Addestratore & Comportamentalista

www.dog-ease.co.uk

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This entry was posted in Addestramento on May 17th, 2021 by juliakretzner


Orgoglio Omlet: salvare la vita di Sophia

Questo articolo fa parte della nostra serie Orgoglio Omlet, una collezione di storie incredibili che puntano i riflettori su degli animali straordinari e condividono il loro altruismo, coraggio e talento con il mondo.

-Scritto da Anneliese Paul

Harry on the sofa

Quando cresci insieme agli animali, casa non è casa senza un pet. Portare a casa Harry è stata una salvezza sia per lui che per le sue umane, Sarah e sua figlia Sophia. Harry ha un dono speciale. Ha una sensibilità unica verso l’epilessia e ha salvato la vita di Sophia un’infinità di volte.

Nel marzo del 2017, Harry, un bel gattino nero, aveva solo pochi mesi ed era rimasto intrappolato in uno sgabuzzino, la vita appesa ad un filo. Non poteva uscire da lì. Era nutrito eccessivamente, coperto di sporcizia, attaccato da un cane e abbandonato come ‘scarto della cucciolata’.

Sarah aveva sentito di questo gattino rinchiuso in uno sgabuzzino e non voleva lasciarlo là a soffrire. Ha contattato il proprietario via Facebook e ha chiesto, “Me lo può cedere, per piacere.” Il proprietario di Harry è stato ben contento di cederlo e Harry ha così cominciato a riprendersi.

Agli inizi si nascondeva negli angoli. Il rumore di passi lo pietrificava. Ma nel giro di una settimana era già un gatto diverso, correva a salutare i suoi umani alla porta. “La prima volta che ha fatto le fusa sembrava quasi fosse stato preso dal panico, come a dire: cos’è questa cosa? Ma da lì in poi è rifiorito.”

Quattro anni dopo alle 3 del pomeriggio di un lunedì Harry è seduto sul davanzale della finestra che aspetta l’arrivo dei suoi umani, Sophia.

Sophia è autistica ed epilettica e il talento unico di Harry le ha salvato la vita molte volte.

Prima dell’arrivo di Harry, tutta la vita di Sophia era centrata sui gatti. Adorava andare nei negozi è guardare l’oggettistica per gatti, fare ricerche su di loro su internet e guardare le foto di gatti. Per cui quando Harry è entrato a far parte della sua vita, Sophia era al settimo cielo. Harry è diventato l’ombra di Sophia. La segue ovunque per casa. Quando mangia, si siede accanto a lei. Se sta dormendo le si accoccola accanto. E quando Sophia rientra da scuola, Harrys è sempre alla finestra che l’aspetta. Non si separano mai.

Man mano che il legame tra Harry e Sophia cresceva, aumentava anche la voce di Harry. Di solito un gatto tranquillo, ha iniziato a vocalizzare per entrare e uscire.Ma la sensibilità di Harry e il suo talento vocale sono diventati un dono che ha salvato la vita a Sophia.

Sei mesi dopo l’arrivo di Harry in casa, Sophia ha iniziato ad avere delle crisi epilettiche. Col tempo sono diventate più gravi e frequenti. Una notte, Harry ha iniziato a gridare. Sarah è arrivata di corsa e ha visto che Sophia stava avendo una crisi epilettica nel sonno.

Non c’è modo di monitorare il tipo di epilessia che ha Sophia, niente che si possa mettere al polso o al letto e che suona l’allarme quando inizia un attacco. Per Sophia, SUDEP (morte improvvisa per attacco epilettico) è un pericolo reale. Per Sara questo è il peggior incubo e vive con la figlia ventiquattro ore al giorno.

Harry ha iniziato a dare l’allarme, non solo di notte ma anche di giorno. E’ diverso dal classico miagolio, spiega Sarah. E’ una sorta di richiamo allarmato – una sorta di grido. Tutte le volte che Sophia è in camera sua e inizia ad avere un attacco epilettico, Harry grida finché non arriva Sarah, poi si siede spesso sul suo petto strofinando il suo muso sul viso cercando di svegliarla.

Prima che Harry entrasse nelle loro vite, Sophia non era indipendente. Doveva restare con Sarah tutto il tempo. Ma adesso Sophia e Sarah possono ritagliarsi degli spazi per loro stesse, sapendo che se qualcosa non va, Harry chiamerà.

Harry era il pezzo mancante nella famiglia di Sarah e Sophia. Con Harry a casa, Sophia e Sarah si sentono al sicuro. “E’ dolcissimo. La nostra salvezza. Ci regala un senso di sicurezza che poche persone possono godere,” ci spiega Sarah. “E’ tutto il mio mondo. Lo amo,” conclude Sophia.

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 11th, 2021 by juliakretzner


Cosa fare e non fare con i porcellini d’india

Ci sono molte cose che potete fare per rendere la vita dei porcellini d’india più sicura e interessante. In questo articolo scopriremo insieme cosa fare e cosa non fare per essere sempre sicuri di creare un ambiente felice per il pet.

Per principianti, sapevate che in Svizzera è illegale tenere un solo porcellino d’india? Può suonare strano ma è solo una delle leggi per proteggere i nostri amici pelosi da maltrattamenti – in questo caso, solitudine. I porcellini d’india, proprio come noi hanno bisogno di compagnia per una vita felice e soddisfacente e in Svizzera si assicurano che nessun porcellino d’india debba vivere solo!

La lettiera dei porcellini d’india

Da fare utilizzate un materiale che abbia una buona assorbenza perché ridurrà gli odori e renderà l’ambiente più igienico e confortevole.

Da non fare utilizzare lettiere sabbiose o polverose dato che i porcellini d’india hanno dei polmoni delicati e ne risentirebbero se respirassero legna o polvere di sabbia. Nel loro habitat naturale creano le loro tane in larghi pezzi di legno e residui. Ai vostri animali piacerà costruirsi dei nidi complicati con il materiale della lettiera.

Da fare scegliete dei trucioli in legno essiccati perché il processo di asciugatura rimuove tutte le tossine e gli oli dal legno.

Da non fare scegliere il colore al posto del comfort! Se desiderate utilizzare una lettiera colorata, prendete in considerazione di mischiarla con una con toni più neutri che replichino i colori del legno e dell’erba che sono presenti nel loro habitat naturale.

Da fare utilizzate una lettiera aubiose se possibile, dato che è naturalmente meno polverosa, più assorbente e realizzata con materiali naturali e sostenibili.

Cibi per porcellini d’india

Da fare integrare la dieta dei porcellini con dei bocconcini naturali come spinaci e broccoli dato che sono fonti essenziali di vitamina C! Se dovessero rifiutarsi di mangiare ortaggi a foglia, sarà necessario acquistare una soluzione di vitamina C da aggiungere all’acqua.

Da non fare dar troppo da mangiare ai porcellini – se ogni giorno lasciano qualcosa nella ciotola, iniziate a dargli meno da mangiare.

Da fare pulire regolarmente la ciotola del cibo e la lettiera. Considerate di pulire la ciotola ogni volta che hanno terminato di mangiare con uno straccio.

Da non fare dar loro da mangiare un qualunque tipo di carne o pesce perché potrebbe farli ammalare. Se ha accidentalmente ingerito della carne, sarebbe meglio portarlo dal veterinario.

Da fare cambiare l’acqua spesso e non solo quando l’acqua è finita. E’ importante che abbiano sempre acqua pulita a disposizione.

Da non fare dare ai porcellini troppi premietti se state cercando di addestrarli – riuscirete meglio nell’addestramento se vedranno i premi come qualcosa di speciale!

I giochi dei porcellini d’india

Da fare cambiate regolarmente i giochi che si trovano nel recinto. Resteranno più stimolati se continuerete a cambiarli. I porcellini vi faranno capire che si sono stancati di un gioco masticandolo oppure anche mangiandolo!

Da non fare dare il rotolo usato della carta igienica per giocare dato che le sostanze chimiche usate per trattarlo potrebbero influire sulla buona salute. Invece, investite in un piccolo sistema di tunnel come i tunnel Zippi, che non solo durano a lungo ma sono anche sicuri.

Da fare mettere a disposizione tanti giochi masticabili per porcellini d’india. Il vostro pet rosicchierà e morderà qualunque oggetto in gabbia per mantenere la lunghezza dei denti. Se quello che hanno a disposizione è di metallo, potrebbe diventare pericoloso per cui dar loro oggetti idonei da mordere è essenziale.

Da non fare inserire una ruota o una palla da attività come gioco. Sebbene siano degli ottimi giochi per i loro amici più piccoli, i porcellini non sono adatti ad infilarsi in piccoli spazi. Si divertiranno molto di più se avranno a disposizione un bello spazio di recinzione.

Da fare cambiare la disposizione dei tunnel o del recinto gioco. Molti dei tunnel sono modulabili e possono essere modificati per proporre esperienze sempre nuove.

La coabitazione dei porcellini d’india

Da fare assicuratevi che abbiano sempre tanto spazio nel loro recinto. Se tenete una piccola famiglia, è importante che abbiano spazio a sufficienza sia in gabbia che nel recinto.

Da non fare punirli mettendoli in isolamento. Se hanno fatto uno sbaglio, separarli dagli altri creerà solo ulteriori problemi e li stresserà.

Da fare teneteli a coppie di femmine o maschi sterilizzati. Questo diminuirà le aggressioni e ridurrà la necessità di accoppiamento. E’anche possibile tenere una femmina con un maschio castrato ma dovrete attendere sei settimane dopo la castrazione prima di introdurli.

Da non fare tenere un solo porcellino d’india. La Svizzera lo ha messo in legge dato che per i porcellini è molto stressante restare soli a lungo. La solitudine potrebbe anche diminuire l’aspettativa di vita. Vivranno meglio e più felici con un loro simile.

 

Tenere dei porcellini d’india è semplice e molto soddisfacente. Assicurando loro un ambiente stimolante e una dieta sana, i vostri pet vivranno una vita felice e lunga.

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 6th, 2021 by juliakretzner


Orgoglio Omlet: Peaky

Questo articolo fa parte della nostra serie Orgoglio Omlet, una collezione di incredibili storie che puntano i riflettori su animali straordinari che condividono il loro altruismo, coraggio, talento e compassione con il mondo.

-Scritto da Anneliese Paul

Alla tenera età di un anno, Peaky è già una star del cinema. Ha vissuto in gabbia tutta la vita e usciva solo per esibirsi. Quando Joana e Fergus lo hanno portato a casa, era un batuffolo giallo che copriva un fascio di nervi. Erano decisi ad aiutare Peaky, il loro dolce e piccolo canarino a uscire dal suo guscio.

Quando Joana incontrò Fergus, non sapeva che si stava innamorando dell’umano e insieme del suo amico calopsitta. Il calopsitta è stato il loro compagno per 22 anni. Insieme hanno poi adottato anche un simpatico pappagallino. “Era come un cane; voleva dormire con noi. Lo teneva in braccio e gli dava un bacio!” Purtroppo nel giro di pochissimo tempo la calopsitta è morta a causa dell’età avanzata e il pappagallino si è ammalato gravemente. La casa è sprofondata nel silenzio.

Durante il Lockdown 1, senza uccellini, era tutto tranquillo e triste per Joana e Fergus. Per sollevarsi il morale decisero di preparare la casa per un altro uccellino e dopo molte ricerche, optarono per la gabbia Geo della Omlet come nuova e accogliente casa per il nuovo arrivo. Ora mancava solo l’uccellino.

Fergus che lavora in televisione fu il primo a sapere che stava arrivando un animale. E infatti un giorno, un raggio di sole è apparso sul set—un piccolo canarino di proprietà di una persona che si occupa di fornire animali per gli show in TV. Fergus ha iniziato a conversare con il proprietario che gli ha detto che l’uccellino aveva un carattere vivace e che quindi era stato separato dagli altri uccellini e che viveva solo, probabilmente in una piccola gabbietta. Visto l’entusiasmo di Fergus il proprietario gli chiese, “Lo vuoi?”

Euforico, Fergus telefonò a Joana, “potremmo prendere un canarino!” Appena terminata la telefonata, Fergus caricò in macchina Peaky per andare a casa ad Edinburgh. Rimasero bloccati per strada a causa di una tempesta di neve improvvisa. Rimasero in auto per ore e poi messi in salvo da dei locali che li ospitarono per la notte. Il giorno successivo, Peaky e Fergus ripresero la strada verso casa e finalmente la casa riprese vita.

Peaky canta meravigliosamente e cinguetta quando sente la teiera, l’asciugacapelli e fa anche da accompagnamento vocale quando Joana fa delle chiamate con Zoom. Però a differenza degli altri uccelli che avevano avuto, lui è timoroso e si sente più al sicuro nella sua gabbia Geo della Omlet.

Non vuole uscire. Joana ha compreso che ci vorrà del tempo per farlo abituare.

Lei ha una grande empatia con gli uccellini e a poco a poco, con pazienza lavora per migliorare la fiducia di Peaky nella sua nuova famiglia. Da giovane aveva anche un giornalino scritto dal punto di vista degli uccelli che si chiamava The Birds Club. Ora Joana è una scrittrice professionista e scrive storie per bambini dove gli uccellini sono i principali protagonisti. Anche Peaky si è ritagliato un piccolo cameo.

Sta diventando sempre più coraggioso e a volte mangia dei premietti direttamente dalla mano di Joana, adora i semini al miele, il miglio e gli spinaci. Joana gli lascia sempre una via di fuga in caso non si sentisse a proprio agio. Non desidera farlo esibire, vuole solo che Peaky si fidi di lei.

 

“Sto facendo molte ricerche per fargli prendere fiducia e farlo fidare di noi. E’ entrato nelle nostre vite dopo un periodo di un anno che eravamo senza uccellini. Non ha idea di quanto ci renda felici.”

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 4th, 2021 by juliakretzner


I sette affascinanti sensi dei gatti

E’ noto a tutti che i gatti hanno un udito eccellente e un’ottima visione notturna. Ma ci sono molti altri sensi in azione in un gatto, incluso il gusto, tatto, odorato, un orologio interno e un gran senso dell’equilibrio.

1. Il senso della vista nei gatti

Per capire il motivo per cui i gatti hanno un’incredibile vista, dobbiamo pensare al cugino più grande e pericoloso. Molti grandi felini cacciano la notte e la media dei gatti domestici è pronto a inseguire le prede in ogni momento della giornata di giorno o di notte. E’ anche stato ipotizzato che i gatti vedano con la lunghezza d’onda della luce e questo dà loro la capacità di individuare anche i più piccoli movimenti. Questo permette ai gatti di essere sempre un passo avanti alle prede.

I gatti hanno anche un campo visivo più ampio degli esseri umani il che significa che possono tenere sotto controllo una parte più ampia di territorio dal loro punto di osservazione. La visione dei gatti però nell’insieme non è migliore della nostra dato che la loro visione periferica è meno orientata. La ‘visione a tunnel’ dei felini consente di individuare al meglio i movimenti rapidi.

2. Il senso del gusto nei gatti

Il gusto è uno dei sensi più deboli dei gatti a causa del numero relativamente basso di papille gustative rispetto agli altri mammiferi. Ai gatti manca anche qualche tipo di gusto dato che alla loro lingua manca la proteina che recepisce i gusti dolci. Non solo ai gatti manca il gusto dolce – ai gatti manca proprio la capacità di produrre questa proteina. Si ritiene che sia una conseguenza della loro dieta essenzialmente carnivora, dato che l’evoluzione ha portato i gatti a cacciare per carne ricca di nutrienti invece che andare alla ricerca di frutti e bacche.

Non sono solo cattive notizie dal punto di vista alimentare, dato che è stato osservato che i gatti hanno dei ricettori del gusto che possono individuare sostanze chimiche e batteri nella carne. Potrebbe essere una sorta di protezione dagli avvelenamenti, quando gli alimenti iniziano a diventare verdi sui bordi.

3. Il senso dell’udito nei gatti

Sapevate che i gatti hanno un udito migliore non solo degli umani ma anche dei cani? Possono udire un’ampia gamma di frequenze di suoni e la loro sensibilità è molto elevata, consentendogli di sentire anche a grande distanza. Le orecchie dei gatti sono piene di affascinanti meccanismi come ad esempio l’abilità di auto-pulirsi. I gatti evitano anche le infezioni alle orecchie nella prima settimana di vita perché nascono con i canali uditivi sigillati.

Sebbene l’udito nei gatti sembra essere una parte molto importante, a volte può risultare difficile capire se un gatto è sordo o meno. Questo perché gli altri sensi sono molto sviluppati. Un gatto sordo può vivere una vita molto simile ai gatti udenti, semplicemente facendo affidamento sugli altri sensi.

Se avete un gatto, avrete notato la sua incredibile capacità di ruotare le orecchie indipendentemente l’una dall’altra – quasi come dei radar che ruotano per captare un segnale migliore!

4. Il senso dell’equilibrio nel gatto

Si dice che i gatti cadano sempre in piedi e anche se non è tecnicamente vero, possono far affidamento su un paio di trucchetti quando si tratta di atterrare con grazia. I gatti hanno un istinto innato chiamato riflesso verticale – ruotano il corpo a mezz’aria rilevando l’orientamento grazie al loro orecchio interno, eseguendo una rapida e complessa serie di movimenti per atterrare sulle zampe.

L’equilibrio del gatto, i suoi riflessi pronti e la sua fisiologia unica, gli consentono di atterrare sulle sue famose zampe. Si dice che i gatti utilizzino il riflesso verticale per sopravvivere a cadute dal nono piano! Sviluppano questo incredibile senso dell’equilibrio all’età di quattro settimane – e appena ne sono in possesso, si mettono alla prova.

5. Il senso del tatto nel gatto

I gatti hanno vari organi di tatto, molti di più rispetto agli umani. Le vibrisse sono note per conferire ai gatti un aspetto regale e sofisticato, ma in realtà sono un’arma segreta che assicura loro uno spiccato senso del tatto.

I gatti hanno le vibrisse in molte parti del corpo inclusa la parte anteriore delle zampe, mascella e orecchie. Con le vibrisse, toccano gli oggetti e percepiscono la composizione senza il rischio di toccarla direttamente con la pelle. Questo è un modo sofisticato per evitare gli ostacoli e nello stesso tempo per salvaguardarsi dagli oggetti taglienti o dagli altri animali.

I gatti usano il tatto per stabilire il loro posto nella scala gerarchica. Spesso strofinano il naso l’un l’altro con delicatezza quando si incontrano; si ritiene che il naso abbia uno spiccato senso del tatto proprio per questa ragione.

6. Il senso dell’olfatto nel gatto

Nella vita sociale dei gatti, l’olfatto è forse il senso più importante. L’olfatto permette ad un gatto di identificare i territori di altri gatti o se sono in calore. I gatti possono anche usare l’olfatto per identificare lo stato d’animo degli altri animali oltre ad ‘annusare’ le componenti chimiche del sudore umano.

Ogni gatto produce un odore unico grazie alle almeno sette ghiandole sparse su tutto il corpo. Marcheranno ossessivamente la casa e i proprietari con queste ghiandole, strofinandosi contro di loro. Non si sa se sia un modo per sentirsi a proprio agio o se sia il loro modo di far valere una sorta di proprietà sulle persone e sui luoghi. Molti di noi li considerano semplicemente dei gesti d’affetto!

7. L’orologio interno dei gatti

Proprio come le persone, i gatti hanno un orologio interno che gli fa sapere quando è ora di riposare, giocare o cacciare. I gatti sono purtroppo noti per svegliare i loro padroni alla stessa ora ogni giorno, spesso molto prima di quando vorreste! Questo potrebbe essere dovuto al loro istinto innato di avere una mattinata attiva, seguito da un riposino pomeridiano e da una sessione di caccia al tramonto.

Potrete riconoscere il loro orologio interno anche con la loro innata capacità di indovinare sempre l’ora del pasto. Molti gatti vengono nutriti due volte al giorno e alcuni studi hanno mostrato che i gatti iniziano a produrre prodotti chimici digestivi poco prima del loro pasto regolare.

Altri studi hanno dimostrato che i sensi dei gatti sono ampiamente governati dalla luce e dal sole e i gatti che sono sottoposti a buio o luce costante, perdono le loro routine e diventano più imprevedibili.

In definitiva i gatti sono creature dotate di super sensi. Possono sembrare imperturbabili e freddi visti da fuori ma dentro recepiscono tutto l’amore del mondo esterno.

 

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This entry was posted in Animali da compagnia on May 4th, 2021 by juliakretzner